Prevista la proroga al 31 dicembre dell’occupazione del suolo pubblico da parte di bar e ristoranti attraverso dehors e altre strutture di facile rimozione. La misura era stata introdotta per favorire il distanziamento
Oltre che per le misure a sostegno del trasporto pubblico locale e la sanità, il decreto-legge Aiuti ter intercetta il territorio anche in altri sui passaggi. In particolare, l’articolo 29 autorizza gli enti locali ad accedere, se vogliono, al fondo per l’avvio di opere indifferibili, mentre l’articolo 30 permette agli enti locali di utilizzare le economie derivanti da altri contratti di forniture e servizi per fronteggiare i maggiori costi energetici e da costruzione, previa comunicazione alla Ragioneria generale dello Stato. La comunicazione si rende necessaria per evitare successivi problemi in fase di rendicontazione, un rischio che dirigenti e funzionari ben conoscono. L’articolo 31 autorizza il Ministero dello sviluppo economico a realizzare una piattaforma informativa per la gestione dei dati relativi all’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. È appena il caso di ricordare che ogni attività produttiva insiste su di un territorio con la conseguenza che larga parte degli investimenti infrastrutturali necessitano di procedimenti autorizzativi da parte del comune. Per effetto dell’articolo 34, pure le farmacie rurali site al di fuori del perimetro delle Aree interne, ma localizzate in comuni o frazioni con meno di 3mila abitanti possono beneficiare delle opportunità del Piano nazionale di ripresa e resilienza. La dotazione del relativo fondo è incrementata di 28 milioni di euro. Infine, l’articolo 40 proroga la posa di dehors e strutture amovibili al 31 dicembre 2022.