L’obiettivo è garantire la didattica in presenza anche agli studenti più fragili

Alla vigilia dell’inizio del nuovo anno scolastico, il ministero dell’istruzione ha inviato a tutti i dirigenti scolastici delle linee guida volte a mitigare gli effetti del Covid-19 nel sistema educativo di istruzione e formazione. Tali linee guida sono state elaborate con il supporto del ministero della salute, dell’istituto superiore di sanità e della conferenza delle regioni e delle province autonome. Già nel titolo è evidente il cambio di prospettiva: oggi si parla di strategie di mitigazione, mentre nei mesi scorsi si puntava sul contrasto della diffusione dell’infezione. Si è quindi passati da un approccio duro ad uno più ragionato, anche alla luce delle maggiori informazioni disponibili e della campagna vaccinale. La conseguenza per la scuola di questo cambio di passo è che l’anno scolastico parte con una prevenzione di base, distinta per i servizi educativi per l’infanzia e per tutte le istituzioni scolastiche di I e II grado, che può però modificarsi in corso d’opera su disposizione delle autorità sanitarie, tenendo conto delle condizioni epidemiologiche. Gli obiettivi di massima sono due (garantire la frequenza scolastica in presenza e prevedere il minimo impatto delle misure di mitigazione sulle attività scolastiche), ricordando, però, che le misure di prevenzione per il Covid-19 tornano utili anche per contrastare e prevenire altre malattie infettive, a partire dall’influenza. Un concetto che vale per tutti, ma che riguarda soprattutto gli alunni con fragilità.