L’emergenza energia irrompe nella campagna elettorale. Salvini: «Se il prezzo non scende bisognerà razionare luce e gas»

«Ho notizia che si sta predisponendo un decreto» per affrontare il caro bollette. Ad annunciarlo è stato oggi il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi. Appelli da imprese e famiglie, il tema irrompe inevitabilmente nella campagna elettorale. Soltanto ieri il leader di Azione, Carlo Calenda, aveva chiesto agli altri partiti di sospenderla temporaneamente per affrontare, uniti, l’emergenza energia. «I tecnici del settore – ha osservato oggi al riguardo, da Napoli, il leader della Lega, Matteo Salvini – dicono che, solo per affrontare l’autunno, servono non meno di 30 miliardi, considerando le esigenze di famiglie, case di riposo, scuole materne, uffici pubblici, oltre a negozi e imprese. Penso che un piano di emergenza nazionale luce e gas sia fondamentale». «Siamo assolutamente a favore – ha perciò aggiunto – di un intervento diretto e rapido entro questi giorni del governo Draghi che metta a disposizione non alcuni miliardi, ma alcune decine di miliardi, con un vero e proprio piano di emergenza nazionale e di sostegno a chi non ce la farà». E da parte sua Berlusconi, intervenuto telefonicamente all’evento di presentazione dei candidati lombardi di FI a Palazzo delle Stelline a Milano, ha riferito che «io ho chiesto per primo al governo di intervenire e ho notizia che si sta predisponendo un decreto». «Vanno previsti adeguati ristori per evitare la paralisi – ha anche sostenuto il presidente di FI –, è necessaria un’iniziativa comune europea per contrattare i prezzi del gas, ma bisogna anche dare immediatamente il via a tutti gli interventi strutturali che la sinistra irresponsabile ha bloccato per anni, e cioè ai rigassificatori, ai termovalorizzatori, alle trivellazioni, alle energie rinnovabili e soprattutto alla ricerca per il nucleare pulito. Non possiamo più perdere letteralmente neppure un giorno. Quello del costo dell’energia è un tema essenziale per una Regione ricca di imprese come la nostra, si rischia un disastro per le famiglie ai prezzi attuali e per le imprese». Sempre da Napoli poi, durante la sua iniziativa elettorale, Salvini ha avvertito, in una prospettiva di «operazione verità» che «è sempre meglio dell’operazione silenzio», che «se il prezzo non scende, il prossimo governo dovrà razionare luce e gas a partire dalle imprese. Vorrei evitarlo, ma l’ha già detto Macron e la Francia oltretutto ha decine di reattori nucleari operativi. Noi non ce l’abbiamo, importiamo solo energia dall’estero, quindi se non si interviene il rischio di decidere chi si riscalda e chi no, chi accende la luce e chi no è assolutamente concreto».