I militanti curdi verso l’estradizione dai Paesi scandinavi alla Turchia, mentre gli eversori rossi italiani resteranno in Francia

di Francesco Paolo CaponeSegretario Generale UGL

In tempo di guerra domina più che mai la “realpolitik”, questa è cosa nota. Alcune operazioni, però, non possono che rimanere discutibili. Il segretario generale della Nato, Jens Stoltemberg, commentando l’accordo raggiunto tra Ankara, Helsinki e Stoccolma in tema di lotta al terrorismo, ha affermato che “Turchia, Finlandia e Svezia hanno firmato un memorandum che tiene conto delle preoccupazioni della Turchia, comprese le esportazioni di armi e la lotta al terrorismo. Nessun alleato ha subito attacchi terroristici più brutali della Turchia, compresi quelli del Pkk”. In sintesi, per far superare alla Turchia il veto sull’entrata nella Nato dei due Paesi scandinavi, la richiesta di Erdogan di far estradare gli oppositori al proprio regime, attualmente ospitati da Finlandia e Svezia, dovrebbe essere accolta a breve. Non solo i militanti del Pkk, organizzazione già considerata come terroristica anche a livello europeo, ma anche quelli del Ypg, sempre curdi, attivi nella lotta all’Isis in Siria. Tutti destinati, a quanto pare, a varcare la soglia delle carceri di un Paese non certo noto per il cristallino rispetto dei diritti umani di oppositori politici e detenuti. Inoltre, proprio la legislazione turca in tema di terrorismo e reati considerati ad esso assimilabili, ben diversa rispetto a quella degli Stati occidentali, è stata uno dei maggiori ostacoli all’ingresso di Ankara nell’Unione europea. Ma tant’è. Discorso diverso, invece, per altri terroristi: Parigi ha infatti negato, di nuovo, l’estradizione per i dieci ex esponenti di varie sigle dell’estremismo rosso condannati dall’Italia – Paese di lungo corso democratico, dal sistema giudiziario assimilabile per garantismo e rispetto dei diritti a quello degli Stati più evoluti e moderni, membro fondatore dell’Ue nonché componente della stessa Nato – per reati commessi durante gli anni di piombo. Fra i dieci il più noto è Giorgio Pietrostefani, uno dei mandanti dell’omicidio del commissario di polizia Luigi Calabresi. L’estradizione dei terroristi italiani, tutti considerati tali per via di sentenze definitive emesse dalla nostra magistratura, per la giustizia francese, sarebbe, infatti, in contrasto con la Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Sembrerebbe, qualcuno dovrà pur dirlo, che l’affidabilità nei rapporti internazionali dimostrata dal nostro Paese determini, nei fatti, effetti peggiori rispetto a quelli assicurati dalle strategie spregiudicate messe in atto dal presidente turco.

In ricordo di Armando

Il nostro sindacato ha subito in questi giorni un lutto gravissimo: a seguito di un tragico incidente stradale, è venuto improvvisamente a mancare Armando Murella, Segretario Regionale dell’Ugl Piemonte. Un grande sindacalista, un uomo di valore che mancherà a tutti noi, come collega, ma anche e soprattutto come amico. Tutto il sindacato si stringe attorno alla famiglia di Armando, colpita da una perdita così grave ed inaspettata, con l’impegno a portare avanti le sue battaglie sempre in difesa dei diritti dei lavoratori e delle persone più deboli.