Il portavoce del Cremlino frena gli entusiasmi dopo i colloqui di ieri in Turchia. Nella notte ancora bombe nella regione di Kiev e a Chernihiv
Troppo entusiasmo nella giornata di ieri, dopo i primi passi diplomatici compiuti dalle delegazioni russa e ucraina in Turchia? Viene il sospetto che sia così. L’indomani, infatti, il Cremlino, attraverso il portavoce Dmitry Peskov, ha precisato che niente di «promettente», né alcuna «svolta», sono emersi dai colloqui. «È positivo – ha quindi dichiarato Peskov – che la parte ucraina abbia almeno iniziato a formulare concretamente e mettere su carta le proposte. C’è ancora un lavoro molto lungo da fare». Del resto i fatti non sono sembrano essere cambiati granché, alimentando i sospetti di Stati Uniti e Regno Unito sulla credibilità di Mosca al tavolo negoziale. Nella regione di Kiev, ad esempio, la scorsa notte le truppe russe hanno effettuato più di 30 bombardamenti contro complessi residenziali e infrastrutture sociali. Lo ha riferito l’amministrazione militare regionale di Kiev su Telegram, citato da Unian. L’altra città in cui in teoria sarebbe dovuta diminuire l’attività militare, Chernihiv, è stata colpita dagli attacchi russi per tutta la notte. Stavolta la denuncia è stata del governatore Viacheslav Chaus. Poi il sindaco di Chernihiv, Vladyslav Atroshenko, alla Cnn ha affermato che la città rimane sotto un «colossale attacco», nonostante le dichiarazioni di ieri di Mosca riguardo la «drastica riduzione» delle loro operazioni. «Questa è un’altra conferma del fatto che la Russia mente sempre», ha rimarcato. Per quanto riguarda il fronte diplomatico, la Cina da un lato dichiara di sostenere il negoziato tra Mosca e Kiev, dall’altro con la Russia condanna le sanzioni unilaterali decise da Usa, UE, definendole «illegali e controproducenti», come ha riferito una nota del ministero degli Esteri russo diffusa dopo il bilaterale tra i capi delle rispettive diplomazie, Sergej Lavrov e Wang Yi tenuto a Tunxi, nella provincia di Anhui, dove la Cina ospita una due giorni di incontri dedicati all’Afghanistan. E proprio all’Afghanistan Lavrov ha paragonato l’Ucraina, durante un incontro con l’omologo pakistano, Shah Mahmoud Qureshi: «Coloro che hanno cercato di fare dell’Afghanistan il centro della politica mondiale stanno ora cercando di sostituire l’Afghanistan con l’Ucraina. E sappiamo tutti di cosa si tratta». Nelle scorse ore i bombardamenti russi hanno colpito anche un edificio della Croce Rossa a Mariupol e l’Alto rappresentante dell’UE, Josep Borrell, ha reso noto che «l’ufficio sul campo della missione consultiva dell’UE in Ucraina, a Mariupol, è stato recentemente colpito dai bombardamenti russi, subendo gravi danni. Nessun membro della missione o collaboratore è rimasto ferito».