Assunzioni attese: a marzo +13%, pari a 359mila. Oltre 246mila i contratti di lavoro dal settore dei servizi nel mese in corso. L’industria ha programmato oltre 112mila entrate. Cresce ancora la difficoltà di reperimento

Nonostante il quadro di crescente incertezza per il conflitto in Ucraina e la crescita dei costi energetici e delle materie prime, la domanda di lavoro tiene. Così risulta dal Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal: sono 359mila i lavoratori ricercati dalle imprese per il mese di marzo, 41mila in più (+13,0%) rispetto a febbraio e 67mila in più (22,9%) rispetto a un anno fa. Nel dettaglio, oltre 246mila i contratti di lavoro offerti dal settore dei servizi nel mese in corso (+18,8% sul mese scorso e +35,5% sull’anno). In testa per le opportunità di lavoro offerte i servizi di alloggio, ristorazione e servizi turistici con quasi 64mila entrate programmate, il commercio (44mila entrate) e i servizi alle persone (circa 40mila). I contratti a tempo determinato si confermano la forma contrattuale prevalente proposta con 184mila profili ricercati, pari al 51,3% del totale. Seguono i contratti a tempo indeterminato (78mila), i contratti di somministrazione (41mila), gli altri contratti non alle dipendenze (24mila), i contratti di apprendistato (16mila), gli altri contratti alle dipendenze (10mila) e i contratti di collaborazione (6mila). Cresce ancora la difficoltà di reperimento, che si attesta al 41,1% delle entrate programmate, in aumento di quasi del 9% rispetto a marzo 2021, quando erano difficili da reperire il 32,2% dei profili ricercati. Tra questi ultimi i più difficili, tecnici della gestione dei processi produttivi di beni e servizi (67,2%), artigiani e operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni (67,1%), fonditori, saldatori, lattonieri, calderai, montatori carpenteria metallica (65,8%), tecnici informatici, telematici e delle telecomunicazioni (61,1%), meccanici artigianali, montatori, riparatori e manutentori di macchine fisse e mobili (61%). Da un punto di vista territoriale, a incontrare le maggiori difficoltà di reperimento sono le imprese delle regioni del Nord Est (sono difficili da reperire il 46,9% delle figure ricercate), seguite da quelle del Nord Ovest (41,2%), Sud e Isole (38,6%) e Centro (36,6%). L’industria ha programmato per il mese di marzo oltre 112mila entrate, in crescita del 2,2% sia rispetto al mese scorso che all’anno precedente. Tiene il manifatturiero con 75mila entrate (+2,3% sul mese e +5,9% sull’anno). Guidano le industrie della meccatronica che ricercano 20mila lavoratori (-1,8% sul mese e +12% sull’anno), seguite dalle industrie metallurgiche e dei prodotti in metallo (18mila, +5,0% sul mese e +8,4% sull’anno) e dalle industrie alimentari, bevande e tabacco (9mila, +5,5% sul mese e -6,4% sull’anno). Si mantiene elevata anche la domanda di lavoro proveniente dal comparto delle costruzioni con 37mila assunzioni programmate (+1,9% sul mese e -4,6% sull’anno).