I DATI ISTAT
Su base annua crescono tutte le forme distributive, ma non l’e-commerce
A gennaio le vendite al dettaglio hanno registrato una nuova battuta d’arresto, riportando una diminuzione dello 0,5% in termini di valore e un -0,7% in termini di volume. Il calo è stato influenzato sia dalle dalle vendite di generi alimentari (-0,1% in valore e -0,7% in volume) sia quelle dei beni non alimentari (-0,8% in valore e in volume). È quanto emerge dalle ultime rilevazioni dell’istituto nazionale di statistica, dalle quali emerge che il risultato di gennaio ha comportato una stazionarietà anche dell’indicatore trimestrale. Nel periodo novembre 2021-gennaio 2022, infatti, in termine di valore le vendite hanno registrato una variazione nulla, mentre i volumi venduti sono diminuiti dello 0,5%. «Diminuiscono le vendite dei beni non alimentari (-0,6% in valore e in volume), mentre quelle dei beni alimentari aumentano in valore (+0,9%) e registrano un lieve calo in volume (-0,2%)» spiega l’stat. Per quanto riguarda invece il confronto tendenziale, le rilevazioni mostrano un aumento delle vendite dell’8,4% i valore e del 7,3% in volume, influenzato dal buon andamento che ha interessato entrambe le tipologie di prodotti, eccezion fatta per i volumi venduti di beni alimentari, scesi dell’1,6% rispetto ad un anno fa. Dalla dinamica delle diverse forme distributive, si può osservare che , il valore delle vendite al dettaglio è cresciuto per la grande distribuzione (+6,1%), per le imprese operanti su piccole superfici (+12,5%) e per quelle al di fuori dei negozi (+4,2%) mentre scende per il commercio elettronico (-2,1%).