Carenza che pesa: ben il 40% dei profili richiesti è di difficile reperimento; nel 2019, era al 28%. Secondo FederlegnoArredo, entro il 2025 le aziende della filiera dovranno inserire circa 15.000 nuovi occupati, fra i quali operai specializzati e artigiani, e l’offerta di lavoro oggi non soddisfa la richiesta
Nel rapporto del suo Osservatorio congiunturale sull’industria delle costruzioni, presentato mercoledì 23 febbraio, l’Ance punta i fari sulla carenza di manodopera specializzata. Un fenomeno generalizzato che riguarda tutti i settori economici, ma che si presenta più intenso nelle costruzioni. «Tale gap tra domanda e offerta, in questo contesto di crescita, rischia seriamente di frenare la ripresa economica» si legge nel rapporto, che cita i dati Excelsior, secondo cui nelle costruzioni ben il 40% dei profili richiesti è di difficile reperimento. Prima della pandemia (2019) lo stesso rapporto era del 28%. L’Osservatorio dei costruttori edili segnala dunque come la differenza tra domanda e offerta nelle costruzioni sia aumentato di ben 12 punti percentuali, il doppio di quanto accaduto per l’insieme dei settori economici (dal 26% nel 2019 al 32% del 2021). Per alcune figure professionali, inoltre, la difficoltà di reperimento è molto più elevata della media, tanto da farle inserire nella top 30 dei profili più ricercati: ne sono un esempio gli “installatori di impianti di isolamento e insonorizzazione” (57,2%) e i tecnici e elettricisti relativi a costruzioni civili (quota vicino al 55%). Non solo l’edilizia, anche le aziende del legno-arredo faticano a trovare le figure professionali necessarie a far fronte alla forte crescita che il settore sta vivendo ormai dalla seconda metà del 2020: entro il 2025 le aziende della filiera dovranno inserire circa 15.000 nuovi occupati.