«Si tratta di un attacco ai nostri valori di libertà e democrazia e all’ordine internazionale»

«Ora tocca a noi tutti decidere come reagire. L’Italia non intende voltarsi dall’altra parte». Così il presidente del Consiglio, Mario Draghi, intervenendo in Senato all’indomani del Consiglio dei ministri che ha dato il via libera all’invio di aiuti militari all’Ucraina. «Non si tratta soltanto di un attacco a un Paese libero e sovrano, ma di un attacco ai nostri valori di libertà e democrazia e all’ordine internazionale che abbiamo costruito insieme», ha aggiunto Draghi, osservando anche che «l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia segna una svolta decisiva nella storia europea. Negli ultimi decenni, molti si erano illusi che la guerra non avrebbe più trovato spazio in Europa. Che gli orrori che avevano caratterizzato il Novecento fossero mostruosità irripetibili. Che le istituzioni multilaterali create dopo la Seconda Guerra Mondiale fossero destinate a proteggerci per sempre. In altre parole, che potessimo dare per scontate le conquiste di pace, sicurezza, benessere che le generazioni che ci hanno preceduto avevano ottenuto con enormi sacrifici». Nel condannare «il disegno revanscista del presidente» russo Vladimir «Putin», il presidente del Consiglio ha voluto sottolineare che «questo questo non è uno scontro contro la nazione e i suoi cittadini», osservando che circa 6.000 russi sono stati arrestati «per aver manifestato contro l’invasione». «Ammiro il coraggio di chi vi prende parte. Il Cremlino dovrebbe ascoltare queste voci e abbandonare i suoi piani di guerra», ha aggiunto Draghi. Che ha rivendicato la decisione del governo italiano di fornire aiuti militari a Kiev: «È necessario che il Governo democraticamente eletto sia in grado di resistere all’invasione e difendere l’indipendenza del Paese. A un popolo che si difende da un attacco militare e chiede aiuto alle nostre democrazie, non è possibile rispondere soltanto con incoraggiamenti e atti di deterrenza. Questa è la posizione italiana, dell’Unione europea, dei nostri alleati». Draghi ha assicurato che l’Italia farà la sua parte anche nell’accoglienza dei rifugiati ucraini e che il governo sta lavorando per impedire che un’eventuale e completa interruzione delle forniture di gas russo possa danneggiare l’economia italiana. «L’Italia avrebbe più da perdere rispetto ad altri Paesi europei che fanno affidamento su fonti diverse. Questo non diminuisce la nostra determinazione a sostenere sanzioni che riteniamo giustificate e necessarie», ha ribadito Draghi.