Lavrov: «Con gli Usa vogliamo relazioni rispettose»

Kiev ha annunciato di aver sventato una sommossa arrestando un gruppo di persone forse legate ai servizi segreti russi. Lo ha reso noto il ministro dell’Interno ucraino, Denys Monastyrsky, sottolineando che «i mandanti» non sono stati ancora individuati. Il condizionale è d’obbligo. Di una cosa le autorità ucraine sono sicure: gli arrestati volevano organizzare delle proteste a Kiev e in altre città per «destabilizzare la situazione». Una situazione già parecchio precaria tra accuse reciproche e manovre militari (il Pentagono sostiene che nell’ultima settimana la Russia ha incrementato ulteriormente la sua presenza militare al ridosso del confine con l’Ucraina). Solo ieri il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha rilasciato un’intervista dai toni distensivi trasmessa dalla televisione russa: «Con gli Stati Uniti vogliamo relazioni buone, giuste, rispettose e uguali, come con qualsiasi altro Paese al mondo», ha detto Lavrov. Tuttavia, ha precisato, il Cremlino «non vuole rimanere in una posizione in cui la (sua) sicurezza viene regolarmente violata». «Quello che Putin e la Russia stanno facendo con l’Ucraina non sarebbe mai accaduto con me presidente. Sotto il mio sguardo l’America era rispettata, forse più rispettata che mai», ha commentato ieri l’ex presidente statunitense, Donald Trump, lanciando una frecciata al suo successore nel corso di un comizio in Texas: «La debolezza e l’incompetenza di Biden si rischia una terza guerra mondiale».