Via la soglia di cinque dipendenti. Il provvedimento interessa tutte le piccole aziende con almeno un dipendente

La principale novità inserita nella legge di bilancio con riferimento agli ammortizzatori sociali è l’estensione delle platee di riferimento. Si tratta di un allargamento doppio, in quanto rivolto sia ai datori di lavoro che ai loro dipendenti, cosa che permette di uscire dal meccanismo della cassa in deroga per come è stata conosciuta finora. A decorrere dal 1° gennaio, il meccanismo dei fondi di solidarietà bilaterali e il connesso fondo di integrazione salariale (il Fis) presso l’Inps sono estesi ad una platea di datori di lavoro che occupa nel complesso circa 1,5 milioni di addetti. In buona sostanza, tutti i datori di lavoro che occupano almeno un dipendente sono tenuti a versare la relativa contribuzione ad uno dei fondi di solidarietà o al Fis; fino al 31 dicembre scorso, erano tenuti a versare tutti i datori di lavoro con almeno cinque dipendenti. Si passa da uno strumento in deroga, e, quindi, sottoposto ad un meccanismo autorizzatorio particolare, ad uno strutturale e certo. Nell’operazione di omogeneizzazione del sistema rientra anche l’estensione della platea dei lavoratori che possono accedere alla cassa integrazione straordinaria. Secondo le stime del governo, utilizzate pure per definire la copertura finanziaria, sono circa 12,4 milioni i lavoratori che a decorrere dal 1° gennaio potranno accedere agli strumenti straordinari, oltre che a quelli ordinari. Per l’accesso agli strumenti straordinari, però, la soglia è più alta, essendo fissata a più di quindici dipendenti.