L’anzianità minima aziendale per fruire dell’ammortizzatore passa da novanta a trenta giorni

Sono diversi e molto complessi gli interventi introdotti con la legge di bilancio alla disciplina complessiva degli ammortizzatori sociali. Guardando ai trattamenti ordinari e straordinari, quelli che nel gergo quotidiano continuano a chiamarsi Cigo e Cigs, la prima novità è relativa all’estensione della platea dei potenziali beneficiari che, a decorrere dal 1° gennaio, ricomprende anche i lavoratori a domicilio e tutte le tipologie di apprendistato (prima era solo l’apprendistato professionalizzante). Di forte impatto, pure una seconda novità, vale a dire la riduzione da 90 a 30 giorni dell’anzianità minima aziendale per poter beneficiare del sostegno al reddito. Resta il principio per cui l’accesso all’ammortizzatore sociale non può pregiudicare la parte formativa dell’apprendistato; è quindi possibile un allungamento dei tempi. Altra novità riguarda l’unificazione del limite massimo del trattamento ordinario e straordinario; fino al 31 dicembre era prevista una soglia con dei massimali sono o sotto questa soglia. Adesso il limite è unico, pari a circa 1.200 euro. Arriva una conferma anche sul versante della percezione degli assegni familiari, mentre si avvia un percorso che dovrebbe progressivamente portare alla riduzione della contribuzione addizionale. Si fanno più stringenti gli obblighi in capo al datore di lavoro nei casi di pagamento diretto da parte dell’Inps, una questione molto dibattuta durante il periodo più buio del Covid-19, mentre si chiariscono i limiti e le possibilità in ordine alla cumulabilità fra redditi e integrazione salariale: è ammessa per lavoro subordinato a termine per periodi superiori a sei mesi e per lavoro autonomo, con delle limitazioni. Il trattamento di integrazione è sospeso se i contratti di lavoro hanno durata inferiore a sei mesi. Ai trattamenti ordinari e straordinari possono accedere tutti i datori di lavoro che occupano mediamente almeno quindici dipendenti, ma pure quelli iscritti ai fondi di solidarietà che hanno previsto una tutela equivalente.