L’osservatorio sugli ammortizzatori sociali è chiamato a giocare un ruolo centrale nei prossimi mesi. Non è stato semplice mettere d’accordo il mondo della rappresentanza del lavoro. Soprattutto nel campo datoriale, il ministro Orlando ha dovuto registrare da subito forti differenze di vedute fra Confindustria e le piccole imprese, in particolare su come andava finanziato tutto il sistema

La legge di bilancio è intervenuta in maniera molto significativa sul versante degli ammortizzatori sociali, andando a modificare la disciplina prevista dal decreto legislativo 148/2015, uno degli atti connessi al cosiddetto Jobs act. La pandemia ha evidenziato distonie del sistema già note da tempo. La cassa in deroga, in particolare, se, da una parte, è servita per dare un ristoro a milioni di lavoratori e di lavoratrici, dall’altra, ha anche evidenziato la scarsa equità del complesso delle norme, senza peraltro dimenticare l’enorme appesantimento burocratico che ha gettato nello sconforto la stragrande maggioranza delle piccole e medie imprese. Nei fatti, si è arrivati a due universi, uno finanziato dalla fiscalità generale ed un altro sostenuto da una contribuzione mensile in capo ai datori di lavoro e ai loro dipendenti. Il tema, nella sua schiettezza, è stato al centro del lungo dibattito che ha accompagnato proprio la presentazione della riforma. Il ministro del lavoro, Andrea Orlando, nei mesi scorsi, ha coinvolto l’Ugl e le altre sigle sindacali e datoriali nel tentativo di dare una forma ad un comune sentire. È stato un percorso difficile che ha rischiato di saltare più volte per le differenze di vedute nel campo datoriale, perché, volenti o nolenti, l’estensione del sistema dei fondi di solidarietà a tutti i datori di lavoro con almeno un dipendente comporta un aumento del costo del lavoro, seppure di pochi decimali di punto percentuale. In un tale scenario, assume quindi particolare rilievo la previsione di un osservatorio sugli ammortizzatori sociali con la presenza del sindacato e delle associazioni datoriali, i quali saranno presenti anche nel comitato di gestione del Fis presso l’Inps.