Molti lavoratori potrebbero ricevere di meno nei primi mesi, salvo conguaglio

La fondazione dei consulenti del lavoro, proprio in queste ore, ha avvertito i lavoratori: potreste avere delle sorprese negative leggendo la busta paga di gennaio, ma si tratta di un effetto ottico o, nella peggiore delle ipotesi, di qualcosa che si sistemerà nei mesi successivi. Come noto, la legge di bilancio è intervenuta in maniera corposa sul versante dell’Irpef con una rivisitazione di aliquote e scaglione e con la ridefinizione della curva delle detrazioni per lavoro dipendente e figure assimilate. Parallelamente, è anche partito l’assegno unico per i figli a carico, il nuovo strumento che mette insieme gli assegni al nucleo familiare e le detrazioni per carichi familiari. Proprio questi ultimi due passaggi, la curva delle detrazioni e la partenza dell’assegno unico, rischiano però di avere un impatto fuorviante. Nel primo caso, potrebbe infatti sparire dalla busta paga il riferimento diretto a quello che è conosciuto come bonus Renzi. Nell’altro caso, la questione è più complessa, in quanto la nuova disposizione prevede che sia l’Inps a erogare direttamente il nuovo contributo. La conseguenza diretta è che la stragrande maggioranza dei lavoratori andrà a percepire di meno almeno fino a marzo, salvo poi avere un conguaglio a questo punto sostanzioso nei mesi immediatamente successivi. Fondamentale in questa fase il ruolo dei Caf, come evidenziato da Cgil, Cisl, Uil e Ugl.