Le risorse che sarebbero stanziate, però, sembrano largamente insufficienti

Da quanto si apprende, l’approdo in consiglio dei ministri di un provvedimento urgente contenente, fra le altre cose, il finanziamento della cassa integrazione con causale Covid-19, potrebbe essere questione se non di ore, di qualche giorno al massimo. Il ministro dell’economia, Daniele Franco, è infatti al lavoro per recuperare le risorse necessarie alla copertura del provvedimento, anche se non si esclude la richiesta di un possibile scostamento di bilancio, come è accaduto spesso nel corso del 2020 e del 2021. Al momento, le indiscrezioni parlano di due miliardi di euro, una cifra sicuramente inferiore alle attese, soprattutto se il provvedimento dovesse contenere oltre agli ammortizzatori sociali anche la riduzione del carico delle bollette che si annunciano decisamente salate per imprese e famiglie. In legge di bilancio, è già previsto uno stanziamento di due miliardi di euro per la cassa integrazione a carico del fondo di integrazione salariale presso l’Inps più altri 150 milioni annui per due anni per il riconoscimento della cassa straordinaria per le imprese industriali e l’indotto. Il problema, però, è che tale finanziamento si inserisce nella normale procedura di accesso agli ammortizzatori sociali, con la conseguenza di far ripartire il contatore delle settimane fruibili, rimasto fermo nel corso degli ultimi due anni. Uno scenario che preoccupa i leader di Cgil, Cisl, Uil e Ugl.