Seul: «Minaccia significativa per la pace»

La Corea del Nord prosegue con i suoi test missilistici. Dopo quello del 5 gennaio, il primo del 2022, oggi Pyongyang ha lanciato un missile che ha volato per più di 700 chilometri a un’altitudine massima di 60 chilometri per una velocità massima di Mach 10, pari cioè a dieci volte la velocità del suono. «Valutiamo sia stato un modello migliorato rispetto a quello del 5 gennaio», ha infatti riferito il Comando di stato maggiore congiunto di Seul, secondo cui tali attività rappresentano una evidente violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. «I lanci rappresentano una minaccia significativa per la pace e la sicurezza non solo nella penisola coreana, ma anche nel mondo e non sono utili per la riduzione delle tensioni militari», ha aggiunto Seul. Negli ultimi anni i tentativi di riconciliazione tra le due Coree hanno registrato una serie di “stop and go”, fino al più recente raffreddamento delle relazioni, anche se dal Nord sono giunte di volta in volta rinnovate aperture al dialogo. Circostanze che però vengono ripetutamente messe a dura prova dai test missilistici e dalle velate minacce della stessa Corea del Nord, che nel frattempo ha di nuovo “congelato” i rapporti con gli Stati Uniti. Washington, in effetti, osserva con preoccupazione le manovre di Pyongyang. Proprio nella giornata di ieri l’ambasciatrice americana all’Onu, Linda Thomas-Greenfield, in una nota congiunta insiema ad Albania, Francia, Irlanda, Giappone e Regno Unito, aveva condannato il lancio di missili di inizio anno, in «chiara violazione di molteplici risoluzioni del Consiglio di sicurezza», ricordando che «la continua ricerca da parte di Pyongyang di armi di distruzione di massa e programmi di missili balistici rappresenta una minaccia per la pace e la sicurezza internazionali».