Cala anche la disoccupazione, mentre rimane aperto il nodo della Cassa

L’Istat ci cosegna una fotografia che, purtroppo, potrebbe non essere più quella reale, a causa della crescita dei contagi delle ultime settimane e delle nuove restrizioni introdotte proprio per contenere la diffusione del virus. Comunque sia, a novembre, si è registrata una importante crescita degli occupati, con 64mila nuove immissioni a lavoro, pari allo 0,3%, con la conseguenza che il tasso di occupazione torna ad avvicinarsi in maniera sensibile al 59%. I nuovi posti hanno interessato sia i giovani fino a 34 anni che gli ultra cinquantenni, con un equilibrio fra donne e uomini. Nello stesso periodo, sono diminuiti i disoccupati, quelli che cercano un lavoro in maniera attiva, scesi di 43mila unità; poco più corposa, 46mila unità, la riduzione degli inattivi che pure restano però il 35% del totale della forza lavoro. Il tasso di disoccupazione è al 9,2%, due punti percentuali in più rispetto alla media europea. Come evidenziato, però, lo scenario di novembre non è detto che sia quello attuale. Non è un caso, quindi, che Cgil, Cisl, Uil e Ugl abbiano continuato in queste settimane a chiedere nuova cassa integrazione, in particolare per i settori maggiormente colpiti dalle restrizioni, come il turismo e la ristorazione, o per i rincari di materie prime e energia, come l’industria e l’edilizia. Anche il governo sembrerebbe orientato in questo senso, con decisioni attese a breve.