Violenze per 15 anni, il Gup: «Padrone con mentalità arcaica»

Il Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Milano, Guido Salvini, ha condannato a dieci anni di reclusione un 73enne accusato di aver abusato per anni della figlia della convivente. Le violenze si sarebbero susseguite per circa 15 anni, tra il 2005 ed il 2020 e, stando a quanto dichiarato dalla vittima, sarebbero iniziate quando lei aveva 12-13 anni. Il giudice, esaminati i fatti emersi dalle indagini, nella sentenza lo ha definito «un vero padrone portatore di una mentalità arcaica». Secondo quanto emerso dai riscontri delle forze dell’ordine nell’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Milano, l’uomo, oltre a costringerla a rapporti sessuali e abusi di ogni tipo, l’avrebbe anche costretta a due matrimoni combinati con cittadini stranieri, tra il 2007 ed il 2016, in cambio di soldi da parte di questi ultimi, per far ottenere loro il permesso di soggiorno. Attraverso uno dei due matrimoni avrebbe incassato cinque mila euro. Già nel 2005 la giovane decise di denunciare il patrigno per gli abusi, ma poi ritrattò per timore di ritorsioni, dovendo anche patteggiare una pena per calunnia una volta ritirate le accuse. Nel verbale la ragazza spiegò anche di aver abortito tre volte e di aver dato alla luce una figlia, con la quale è andata vivere insieme al fidanzato dopo aver trovato il coraggio di allontanarsi dall’abitazione della madre e del patrigno. I fatti sono emersi quando i carabinieri sono intervenuti per sedare la lite nata tra la vittima e il patrigno, il quale non accettava l’allontanamento della giovane da casa.