Un sostegno contro la povertà serve, ma va rivista da capo tutta la normativa

Altro punto di riflessione è legato al reddito di cittadinanza. Al netto della necessità di avere uno strumento universale di contrasto alla povertà assoluta, l’esperienza di questi anni ha evidenziato delle carenze oggettive, soltanto in parte imputabili alla pandemia da Covid-19. Lo strumento è stato probabilmente costruito male a monte, anche se l’idea di accompagnare l’assistenza alla ricerca del lavoro era e resta valida. La semplice rivisitazione delle condizionalità, a questo punto, non è però sufficiente ad assicurare il superamento di quelle che appaiono a tutti gli effetti delle lacune originarie sul sistema dei controlli, sulla procedura di presa in carico da parte dei centri per l’impiego, sull’intervento dei servizi sociali per i casi più complessi, sulla attivazione dei cosiddetti Puc, tutte criticità che le modifiche previste in legge di bilancio non superano o superano soltanto parzialmente. In legge di bilancio, si rafforza l’intervento delle agenzie per il lavoro private nella ricerca di una occupazione per il percettore del reddito; lo stesso intervento si potrebbe immaginare a supporto dei comuni per i Puc. Sempre in tema di contrasto alla povertà assoluta, si evidenzia una preoccupazione: nelle prossime settimane, sempre più nuclei familiari si ritroveranno a perdere anche il sostegno del reddito di cittadinanza, avendo fruito del periodo iniziale e della successiva proroga, cosa che finirà per impattare negativamente proprio sui servizi sociali dei comuni.