Universo femminile. La proroga di Opzione donna come alternativa all’applicazione della Fornero

Proroga di un anno anche per Opzione donna. La legge di bilancio prevede infatti una estensione a tutto il 2022 della misura introdotta a suo tempo per limitare l’impatto del progressivo innalzamento dell’età pensionabile delle lavoratrici. Come i più anziani ricorderanno, fin dall’inizio degli anni 2000, ci fu una lunga polemica fra l’Italia e la Commissione europea. Alla tesi sostenuta dal nostro Stato, vale a dire il diritto ad anticipare l’uscita quale compensazione per la maternità e il lavoro di cura, per giustificare la differenza di età, la Commissione europea controbatteva l’altra che, uscendo in anticipo, gli assegni pensionistici inevitabilmente sarebbero stati più bassi. Alla fine, con la riforma Maroni si è avviato il progressivo avvicinamento fra l’età pensionabile degli uomini e quella delle donne. In un tale scenario, si inserisce Opzione donna, proprio per dare una via di uscita, seppur costosa, alle lavoratici. Per diversi anni, la misura, però, rimane parcheggiata in gazzetta ufficiale, fino a quando non interviene la riforma Fornero, ben più pesante di tutti gli interventi precedenti. Negli ultimi dieci anni, Opzione donna ha avuto un certo riscontro che oggi trova conferma con la legge di bilancio. L’articolo 26 prevede la possibilità per le lavoratrici di anticipare l’uscita, se alla data del 31 dicembre 2021, se in possesso di determinati requisiti di età (58 anni per le dipendenti e 59 per le indipendenti) e contributivi (35 anni di versamenti).