La normativa definisce i requisiti di condizione, età e contributivi per accedere all’Ape sociale

L’allargamento della platea dei potenziali beneficiari dell’Ape sociale per effetto dello svolgimento di attività gravose è il punto che cambia, mentre tutti gli altri requisiti rimangono gli stessi, ad iniziare dall’età anagrafica minima che è sempre di 63 anni. L’anzianità contributiva minima è sempre di 30 anni, tranne che nel caso di lavori usuranti o gravose (36 anni). Il requisito contributivo delle lavoratrici con figli si riduce di un anno ogni figlio, fino ad un massimo di due anni. La normativa prevede che, per poter beneficiare dell’anticipo, l’interessato deve appartenere ad una delle seguenti quattro categorie. Essere un lavoratore a tempo indeterminato licenziato, oppure dimessosi per giusta causa o per risoluzione consensuale oppure un lavoratore a tempo determinato con almeno 18 mesi di lavoro negli ultimi 36 mesi, solo dopo aver esaurito la Naspi e con un trimestre di disoccupazione con limitata attività lavorativa. La seconda ipotesi è quella che richiama l’assistenza non professionale in ambito familiare. È la figura del care-giver familiare, riconducibile al coniuge o al parente di primo grado convivente da almeno sei mesi che assiste il familiare. Si estende al secondo grado, in caso di coniuge/genitore over 70 o invalidi o mancanti, sempre con il vincolo di convivenza da almeno sei mesi. La terza ipotesi è quella di una persona invalida civile con un grado di invalidità pari o superiore al 74%. La quarta è quella dei lavoratori addetti in attività usuranti o gravose che hanno svolto attività alternativamente per sei degli ultimi sette anni o per sette degli ultimi dieci anni. Da capire, rispetto a quest’ultimo punto, come si andranno ad integrare le due tabelle, considerando che quella originaria appare più generica rispetto all’altra contenuta nella nuova legge di bilancio. L’importo dell’assegno pensionistico è calcolato in base a quanto spettante come pensione al momento dell’accesso alla prestazione; è comunque previsto un tetto massimo 1.500 euro lordi per 12 mensilità.