Oggi in Confederazione un incontro importante con gli esponenti dei sindacati conservatori europei

di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl

L’Ugl assieme ai partner sindacali provenienti da Inghilterra, Spagna, Ungheria, Albania e Romania ha dato vita a un importante progetto europeo nell’ambito del programma operativo FSE 2014–2020, il Progetto “Dialogos, dialogare per generare opportunità e sviluppo”. Un lavoro in team di durata biennale sui temi connessi al dialogo sociale, ovvero quel processo negoziale, bilaterale tra sindacati e datori di lavoro o trilaterale con anche la presenza delle Istituzioni, locali, nazionali o europee, che viene attuato al fine di difendere gli interessi dei propri rappresentati e contribuire all’elaborazione delle politiche economiche, sociali, occupazionali, previdenziali. Insomma, una parte importante delle attività svolte dal sindacato. Contribuire efficacemente al dialogo sociale, riuscendo ad ottenere risultati significativi per i lavoratori, è una competenza fondamentale per ogni sindacalista e per questo stiamo portando avanti con convinzione questo progetto formativo rivolto ai nostri rappresentanti Ugl ed a quelli delle altre sigle europee nostre partner nel progetto. L’obiettivo è quello della crescita delle competenze necessarie a redigere strumenti normativi, programmatici e sindacali nelle occasioni di confronto con la controparte datoriale ed istituzionale. Insomma, migliorare le abilità dei sindacalisti. Ne abbiamo bisogno sempre: il nostro sindacato deve costantemente puntare a migliorarsi per essere più efficace nelle proprie azioni e rappresentare al meglio i nostri iscritti, ora più che mai dopo gli sconvolgimenti economici e sociali determinati dalla crisi Covid. Non solo, per noi questa è anche un’occasione fondamentale per rinsaldare i nostri rapporti internazionali con le organizzazioni a noi affini che operano negli altri Paesi dell’Unione europea, facendo fronte comune, condividendo le esperienze di buone pratiche, affinando gli strumenti sindacali e potendo così ottenere, specie nelle sedi europee e in un’epoca segnata da un’economia globalizzata, migliori risultati nelle battaglie comuni. E, poi, approfondire la conoscenza e la collaborazione con le altre sigle sindacali europee che condividono i nostri valori, che si situano nell’alveo del sindacalismo nazionale, con le quali dobbiamo far rete per uscirne, tutti, rafforzati: Union Blue, per il Regno Unito, la spagnola Solidaridad, l’ungherese Mosz, la confederazione albanese Kssh e quella rumena Meridian. Un mondo, quello del sindacalismo conservatore, che cresce e si rafforza, in tutta Europa.

Una dimensione internazionale

Viviamo in un’epoca contrassegnata dall’internazionalizzazione. Il ruolo dell’Ue, le aziende di dimensione multinazionale, i mercati mondiali. Troppe tematiche, ormai, sono di dimensione sovranazionale. Di conseguenza anche le battaglie sindacali non possono fermarsi ai confini nazionali. Per questo l’Ugl insiste sulla strada di una sempre crescente attenzione alla dimensione internazionale, per condurre le nostre azioni in modo più efficace, in collaborazione con le organizzazioni sindacali estere, europee ed extraeuropee, che condividono i nostri valori ed i nostri obiettivi.