di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl

Ancora sul Covid e sulla gestione dell’emergenza sanitaria. Attualmente le parole d’ordine sul da farsi, nel nostro Paese, sono: contenere la quarta ondata, per scongiurare l’ipotesi che cresca il numero di malati, ospedalizzati e deceduti, e salvare l’economia in vista delle feste natalizie evitando nuove restrizioni e chiusure. Ci si interroga su come riuscire ad ottenere questi risultati e, naturalmente, le contromisure non possono essere predisposte prima di aver constatato l’andamento della situazione. Al momento in Italia le cose vanno meglio nel confronto col resto d’Europa, col Vecchio Continente di nuovo “epicentro della pandemia”, ma bisogna mantenere alta la guardia, immaginando azioni da mettere in campo nel caso la curva dei contagi oltrepassi il livello di allerta. Ormai, dopo quasi due anni di pandemia, siamo abituati al fatto che le decisioni dovranno essere prese in corsa, che non è possibile pianificare con eccessivo anticipo il da farsi. Però è anche vero che, date le tensioni sociali che aumentano sul tema Green Pass, sarebbe opportuno che esponenti politici, scienziati, media e persino gli stessi rappresentanti delle istituzioni, comprese quelle sanitarie, non eccedessero, come invece sta accadendo spesso in questi giorni, in anticipazioni e indiscrezioni da dare in pasto al grande pubblico. Al momento le regole in vigore sono chiare su Green Pass, campagna vaccinale, regole di comportamento. Ma già da più parti si ascoltano congetture e teorie, anche prendendo spunto da quanto sta accadendo oltre confine, in Austria o in Germania, ad esempio, ma anche in Olanda, dove è tornato il lockdown serale per le attività commerciali e di ristorazione. Paesi nei quali, però, la situazione epidemiologica è peggiore. Si parla di lockdown per non vaccinati, Green Pass solo per immunizzati e guariti, tampone valido 24 anziché 48 ore, vaccinazione per bambini, terza dose obbligatoria, durata del Pass da dodici a nove o forse a sei mesi, condizionandolo al richiamo vaccinale con, in caso contrario, revoca del lasciapassare, zone gialle o arancioni durante le festività natalizie. Con differenti idee e opinioni persino fra coloro che dovrebbero avere una sola voce. Troppe ipotesi, troppe interpretazioni sul tavolo rischiano di confondere i cittadini ed esasperare inutilmente gli animi, ancora di più. Meglio mantenere una comunicazione più sobria e basata sui fatti. Per ora delle regole ci sono e stanno anche funzionando abbastanza bene. Quando e se ci sarà la necessità di cambiarle, se ne spieghino agli italiani le ragioni in modo chiaro e convincente. Le indiscrezioni e le diverse prese di posizione di politici ed esperti sul futuro del Green Pass e delle altre misure sanitarie non fanno bene a un Paese che ha invece bisogno di riferimenti sicuri in questa già complessa fase sanitaria e sociale.