Clima: l’accordo a sorpresa tra Usa e Cina. Per la prima volta il colosso asiatico si allinea agli Stati Uniti per ridurre le emissioni di metano e accetta di condividere la tecnologia. Entrambi «riconoscono la gravità e l’urgenza della crisi climatica»

È veramente il clima l’oggetto dell’accordo, a sorpresa, tra Usa e Cina o il voler rimarcare il ritorno a due blocchi, a due superpotenze che guidano il mondo? Magari entrambi. Il dubbio è legittimo di fronte a quanto accaduto ieri, mentre la Cop26 sul clima andava avanti o, meglio, sembrava chiudersi tra mille contraddizioni e con un nulla di fatto: il capo dei negoziatori di Xi Jinping ha annunciato una «Dichiarazione congiunta con gli Stati Uniti per il rafforzamento dell’azione climatica», con impegni per la riduzione delle emissioni di metano, la protezione delle foreste e l’uscita graduale dal carbone. Definire l’accordo storico non sarebbe un’esagerazione, visto che tra le due superpotenze non spirano esattamente venti di pace. Di risultato inatteso si tratta, se si pensa alle assenze clamorose che hanno segnato il G20 e anche la Cop26. Sia per la Cina sia per gli Usa i mutamenti climatici sono minacce «importanti», ha dichiarato il portavoce del dipartimento della Difesa Usa, John Kirby, durante la conferenza stampa di ieri. Secondo lo stesso portavoce, non c’è una minaccia maggiore o prioritaria tra i mutamenti climatici e il ruolo che la Cina ha nel mondo e la sfida che rappresenta per gli Usa e che l’impegno dell’amministrazione Biden è «esaminare tutte le minacce alla nostra sicurezza nazionale». Per il sottosegretario alla Difesa, Lloyd Austin, il clima è una minaccia reale ed esistenziale per la sicurezza nazionale e questo vale non solo degli Stati Uniti ma per tutti i Paesi del mondo. Da parte sua la Cina ha spiegato ai giornalisti che «entrambe le parti riconoscono che vi è un gap fra gli sforzi attuali e gli obiettivi dell’Accordo di Parigi» e per questo l’iniziativa bilaterale prevede regole «concrete e pragmatiche», poi pubblicate online nella stessa serata. I due Paesi hanno deciso di collaborare alla Cop26 per «un risultato ambizioso, equilibrato e inclusivo in materia di mitigazione (minore emissioni), adattamento e sostegno finanziario» e più in generale ad «adottare misure rafforzate per aumentare le ambizioni» entro il 2030. La Cina afferma che «farà del suo meglio per accelerare» i suoi piani per ridurre il consumo di carbone nella seconda metà di questo decennio. Infine, le due superpotenze creeranno un «Gruppo di lavoro per migliorare l’azione climatica negli anni Venti», che si riunirà con regolarità.