La Nota mensile dell’Istat. «Possibile chiudere il gap rispetto ai livelli pre-crisi nei prossimi mesi»

La prosecuzione della ripresa internazionale e i livelli elevati di fiducia di famiglie e imprese indicano che la fase di recupero dei ritmi produttivi continua, con la possibilità di chiudere il gap rispetto ai livelli pre-crisi nei prossimi mesi. È quanto spiega nella Nota mensile sull’andamento dell’economia italiana l’Istat, secondo cui segnali incoraggianti arrivano sia dal fronte produttivo che dalla domanda. Nel terzo trimestre, infatti, il Prodotto interno lordo è aumento del 2,6% congiunturale, portando ad una riduzione del differenziale con il periodo pre pandemico dell’1,4% (rispetto quindi al quarto trimestre del 2019). Sia la domanda nazionale (al lordo delle scorte) che la componente estera netta hanno fornito un contributo positivo, con il settore dei servizi in forte espansione rispetto ai mesi più neri della crisi e quello dell’industria che mostra un progresso. Nonostante il rallentamento della produzione industriale osservato ad agosto e a settembre, a livello trimestrale l’indice ha mostrato un aumento dell’1%, alimentato soprattutto dalla produzione di beni di consumo non durevoli e da quelli strumentali. Nel periodo giugno-agosto le esportazioni sono aumentate del 3,4% rispetto ai tre mesi precedenti mentre prosegue anche la ripresa dei consumi nazionali, con le vendite al dettaglio cresciute dello 0,6% a ottobre. Per quanto riguarda il mercato del lavoro, l’Istat segnala nuovi segnali positivi a settembre, con gli occupai in crescita dello 0,3% e un calo di disoccupati (-1,2%) e inattivi (-0,3%). Al contempo, però, aumenta la percentuale di imprese del manifatturiero che dichiara scarsità di manodopera.