La validità degli accordi individuali inseriti nei contratti in seguito ad una intesa

L’ordinanza della Sezione Lavoro della Cassazione n. 8958 del 31 marzo 2021 si sofferma sulla disciplina che regola le festività infrasettimanali e in particolare la validità o meno di accordi individuali tra datore di lavoro e dipendente, inseriti come clausola nel contratto individuale di lavoro, che prevedano l’obbligo di lavorare su richiesta del datore durante tali festività. La vicenda nasce dalle sanzioni disciplinari conservative applicate a tre lavoratrici di una azienda di Rovereto per essersi astenute dal lavoro durante alcune festività nazionali infrasettimanali nonostante nei contratti individuali di lavoro stipulati dalle stesse vi fossero clausole di disponibilità alla prestazione di lavoro nei giorni festivi e domenicali. Le interessate hanno proposto ricorso al Giudice chiedendo l’annullamento di tali sanzioni. Il Tribunale di Rovereto ha accolto la domanda delle lavoratrici e questa sentenza è stata confermata poi dalla Corte d’Appello di Trento. La Corte, ritenuto pacifico l’inserimento nei contratti di lavoro individuali di clausole di disponibilità alla prestazione di lavoro nei giorni festivi e domenicali, ne ha prospettato la nullità in considerazione della loro indeterminatezza, della posizione di debolezza rivestita dalla parte al momento della sottoscrizione (data di assunzione), della unilaterale discrezionalità del datore di lavoro. Secondo la Corte d’Appello la esegesi contrattuale e la prassi portavano a ritenere acquisita una generica disponibilità alla prestazione lavorativa che richiedeva però un successivo accordo tra le parti ogni qual volta la esigenza aziendale veniva rappresentata secondo criteri di correttezza e buona fede. La Cassazione, tuttavia, è stata di diverso avviso ed ha ritenuto pienamente legittime le sanzioni disciplinari irrogate a carico delle lavoratrici tenendo peraltro conto del principio giuridico dettato all’articolo 2 della legge 260 del 1949.