La quarantena è malattia: il governo rifinanzia la misura che equipara l’isolamento fiduciario alle assenze per morbosità

Il decreto-legge Fiscale interviene sulla questione aperta qualche settimana fa dall’Inps sulla copertura dei periodi trascorsi in quarantena non perché affetti da Covid-19, ma per contatto diretto; uno degli esempi più ricorrenti è quello del figlio studente in isolamento che si porta dietro i genitori. Come noto, l’Istituto, con una sua circolare, affermò che non avrebbe più equiparato l’assenza a malattia e, di conseguenza, non avrebbe più assicurato la copertura finanziaria. Il decreto-legge Fiscale apporta alcune modifiche all’articolo 26 del precedente decreto-legge 18/2020, meglio noto come Cura Italia, per effetto delle quali il periodo trascorso in quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria di lavoratore del settore privato è equiparato a malattia ai fini del trattamento economico, con oneri a carico dell’Inps per il periodo 31 gennaio 2020 – 31 dicembre 2021. La famosa circolare dell’Inps aveva invece ridotto la copertura ai soli eventi accaduti nel 2020. Viene quantificata una spesa di 663,1 mln per il 2020 e di 976,7 mln per il 2021. Nella trattazione dei casi, l’Inps darà priorità agli eventi cronologicamente anteriori. Sempre il decreto-legge Fiscale introduce una novità: al datore di lavoro privato (escluso lavoro domestico) è riconosciuto un rimborso forfettario, pari a 600 euro per dipendente, in ragione degli oneri sostenuti per lavoratori dipendenti non aventi diritto all’assicurazione economica di malattia presso l’Inps; in questo caso gli oneri sono quantificati in 1.165 mln per il 2021.