Amministrative 2021, in calo di circa 5 punti l’affluenza alle urne: media nazionale al 60,13%. A Roma si prospetta un testa a testa Gualtieri-Michetti. Sala oltre il 50% a Milano

«Sfida elettorale ancora aperta», commentava stamattina qualche giornale prima della chiusura dei seggi alle 15 delle Amministrative 2021. C’è un dato che però può essere commentato, prima dei risultati definitivi che emergeranno dopo la pubblicazione de La Meta Serale, ed è quello dell’affluenza: in media al 60,13%, secondo i primi dati provvisori del Vimimale, rispetto alla precedente tornata elettorale pari al 65,90%. In particolare, la giornata di domenica è stata caratterizzata da un forte calo di presenze alle urne: alle 23 aveva votato solo il 41,65% degli aventi diritto, 20 punti in meno rispetto alle comunali del 2016 (61,49%), quando si era votato in un’unica giornata. In tutto, 12 milioni gli italiani chiamati a rinnovare 1.192 amministrazioni comunali, la Regione Calabria e le suppletive della Camera. Secondo Lorenzo Pregliasco, co-fondatore di YouTrend, il motivo della scarsa affluenza dipende da una «campagna elettorale in sottotono, in particolare fuori da Roma. Nelle altre città è sembrata spesso inesistente». Il calo di affluenza è stato più forte nelle grandi città, dove la percentuale si è attestata al di sotto del 40%. Nonostante quanto sostenuto da Pregliasco, il dato migliore è a Milano, dove ha votato il 37,76% degli aventi diritto, mentre a Roma è stato del 36,82%. A Napoli del 33,72%, a Bologna dove si sperimenta più apertamente l’alleanza Pd-M5s del 35,19%, a Torino del 36,50%. Nella Capitale, il crollo maggiore è avvenuto registrato nelle periferie, tranne che a Tor Bella Monaca e a Ostia, differentemente da quanto avvenuto in alcuni quartieri del centro nei quali l’affluenza è stata molto più alta. Effetto delusione M5s? Fratelli d’Italia e Sinistra ecologista hanno denunciato disservizi in alcuni municipi di Roma (III, VIII, XIII, XIV e XV): schede e registri sbagliati, verbali con i prestampati mancanti, elenchi dei candidati fuori ai seggi stampati male. In alcuni casi gli elettori sono stati invitati a «tornare a casa e venire più tardi». Segno meno anche in Calabria per le regionali, mentre a urne aperte 7 sindaci oggi sono già stati eletti. Così anche in Molise a San Giacomo degli Schiavoni (Campobasso) e a San Marcellino (Caserta). Nella provincia di Imperia, 13 su 15 a lista unica sono stati i Comuni che hanno superato il quorum dell’affluenza e già con il sindaco. Per il Pd, oltre ad un’occasione di recupero, il voto di oggi serve a chiarire il futuro di un’alleanza con il M5s (e viceversa) e dell’ipotesi di coalizione larga del centrosinistra. Un test ancora più significativo per il segretario, Enrico Letta, che corre alle suppletive di Siena per un seggio alla Camera e dove alle 23 l’affluenza ieri era al 25,64%. Il centrodestra misurerà i rapporti di forza al suo interno. Dopo questa difficile partita, inizierà la trattativa per l’elezione del Presidente della Repubblica, in calendario a gennaio.