di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl

Il dramma delle morti sul lavoro, in questa settimana segnata da tanti gravissimi incidenti, dieci vittime in soli due giorni, è stato affrontato ieri dal premier in apertura della conferenza stampa di presentazione della Nota di Aggiornamento al Def. «La questione delle morti sul lavoro assume sempre più i contorni di una strage che funesta l’ambiente economico e psicologico del Paese», ha detto Draghi, annunciando misure più stringenti per garantire maggiore sicurezza. Da un lato «pene più severe e immediate», dall’altro collaborazione all’interno delle aziende. È stato significativo da parte del Presidente del Consiglio l’aver voluto dedicare uno spazio importante a questo tema, riservando anche un pensiero di cordoglio alle vittime e alle loro famiglie, nel corso di un appuntamento molto seguito a livello mediatico come la presentazione del Nadef. Dando quindi maggiore risalto a un problema che, nonostante l’estrema gravità, spesso non viene attenzionato con i dovuti riguardi dai media. Nel concreto Draghi ha parlato di provvedimenti urgenti, da prendere entro la prossima settimana e poi di «un piano più ampio e più strutturale per affrontare ancora tutti quei nodi ancora irrisolti e le debolezze di un sistema». Le linee di intervento preannunciate dal Presidente si basano su due linee d’azione: da un lato l’inasprimento delle pene, da rendere anche più tempestive, per chi non rispetti le norme, dall’altro maggiore collaborazione all’interno delle imprese e dei luoghi di lavoro, pur mantenendo responsabilità ben distinte fra datore e dipendente, per individuare precocemente le falle nei sistemi di protezione della sicurezza sul lavoro e quindi intervenire. Le intenzioni del Governo, e nello specifico del Ministero del Lavoro, andrebbero verso una revisione dell’articolo 14 del Testo Unico, per permettere l’immediata sospensione dell’impresa in caso di gravi violazioni in materia di sicurezza, senza il bisogno della recidiva, difficile, fra l’altro, da accertare in assenza di una banca dati operativa, l’abbassamento della percentuale di lavoratori irregolari necessaria a far scattare la sospensione dal 20 al 10%, l’attribuzione del ruolo di coordinamento del sistema di vigilanza all’Ispettorato nazionale del lavoro. Una presa di posizione importante, nell’auspicio che seguano presto interventi concreti e poi un tavolo di confronto con le parti sociali per la riforma strutturale annunciata, che si occupi dell’intero sistema senza dimenticare gli altri aspetti su cui insistiamo da tempo: la necessità di rendere più frequenti i controlli grazie a investimenti concreti sul sistema di vigilanza e il ruolo della formazione, da sostenere non solo nei luoghi di lavoro, ma già a partire dal mondo della scuola. Noi dell’Ugl, rivendicando la nostra attenzione costante verso il problema della tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, che da anni abbiamo messo al centro della nostra azione sindacale, siamo pronti a un confronto costruttivo per impostare azioni che riescano concretamente a scongiurare il drammatico bollettino quotidiano su incidenti e morti bianche.