Proseguono le indagini sulle cause del rogo

La società tedesca 3A Composites ha smentito le affermazioni di Augusto Bonomi, amministratore di condominio della Torre dei Moro, andata a fuoco in via Antonini a Milano domenica pomeriggio. Secondo quanto riferito dopo il rogo da Bonomi, la facciata andata in fiamme sarebbe stata realizzata in pannelli di Alucobond, ovvero un pannello costituito da due lamiere esterne di alluminio con al centro sostanze minerali ignifughe. In realtà, secondo quanto spiegato da 3A Composites, produttrice del marchio registrato Alucobond, il palazzo non era rivestito con il loro materiale. «3A Composites – si legge in una nota diffusa dal produttore -, in qualità di produttore responsabile, è consapevole del ruolo fondamentale che i materiali da costruzione stanno svolgendo in materia di sicurezza, e di conseguenza sostiene e incoraggia normative chiare e rigorose per quanto riguarda la protezione e la sicurezza degli edifici in caso di incendio». «Alla luce del recente incendio alla Torre dei Moro di Milano – prosegue il comunicato -, la Direzione di 3A Composites esprime solidarietà a tutte le persone colpite da questa sciagura». Proseguono intanto le indagini per accertare le cause del rogo e il perché l’impianto antincendio abbia funzionato solo fino al quinto piano. Attualmente l’ipotesi più accreditata è che si sia verificato un cortocircuito in un appartamento del 15esimo piano, ma secondo il portiere la corrente dell’abitazione era staccata.