Finita la missione militare iniziata nel 2001

Gli Stati Uniti hanno lasciato l’Afghanistan – questa notte, un C-17, partito dall’aeroporto internazionale Hamid Karzai di Kabul, ha trasportato fuori dal Paese l’ambasciatore statunitense e alcune decine di militari –, mettendo fine ad un’operazione militare iniziata nel 2001. Gli Usa non ne avevano mai condotta una così lunga. A Kabul, resteranno solo alcuni diplomatici americani per aiutare chi ha diritto a lasciare l’Afghanistan, sotto il controllo dei talebani. Che, poche ore dopo il decollo dell’ultimo C-17, hanno ispezionato l’aeroporto, dove gli Stati Uniti hanno lasciato molti velivoli militari, che si aggiungono alle tante armi, consegnate in precedenza all’esercito afghano, abbandonate nel Paese. Dalla pista dell’aeroporto, il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, ha detto che la sconfitta degli Stati Uniti è stata una «grande lezione per gli altri invasori e per la nostra generazione futura». La «politica di intervento militare sfrenato e di imposizione dei propri valori e sistemi sociali in altri Paesi è irrealizzabile ed è destinata al fallimento», ha commentato il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Wang Wenbin, sottolineando che «la storia dell’Afghanistan ha aperto una nuova pagina». Il segretario di Stato americano, Anthony Blinken, lo ha definito «un nuovo capitolo», assicurando che gli Usa continueranno ad avere un ruolo diplomatico.