Nessuno dei 10 stadi del primo turno ha fatto registrare il tutto esaurito

Un anno e mezzo dopo, i tifosi sono tornati allo stadio. L’ultima volta fu il 29 febbraio, poi scoppiò la pandemia e l’Italia intera, soprattutto quella del calcio, per diversi mesi ha dovuto evitare assembramenti, ma con il vaccino si è tornati e si sta tornando ad una graduale normalità. Lo dimostra proprio il fatto del ritorno degli spettatori sugli spalti, anche se con forma ridotta al 50% della capienza dell’impianto e con obbligo di green pass. Insomma, c’è stata grande attesa per rivedere finalmente il calore negli stadi, ma in questa prima giornata i numeri sono stati sotto le attese, complice anche il fatto del periodo estivo e di molte persone ancora in villeggiatura. Ma andando per ordine, partita per partita, notiamo i numeri: ad aprire le danze e dare il bentornato al tifoso allo stadio è stata Inter-Genoa, con San Siro che ha accolto 27mila unità, mentre la capienza consentita era di 38mila. Ad Empoli, c’erano 3.655 spettatori (1.500 della Lazio), mentre lo stadio ne poteva ospitare 8mila. La prima partita di Mourinho all’Olimpico ha spinto 26mila tifosi romanisti allo stadio, ma non hanno raggiunto la capienza massima consentita: 36mila. Male anche l’esordio di Spalletti allo Stadio Diego Maradona, dove a sostenere il Napoli erano presenti 18mila spettatori su 27mila. Numeri bassi anche per Udinese-Juventus (con 9mila tagliandi strappati su 12mila a disposizione), Verona-Sassuolo (5mila su 15mila a disposizione) e Bologna-Salernitana (8mila su 18mila). Ma il dato peggiore è quello registrato in Torino-Atalanta dove erano presenti appena 3.500 persone su 28mila posti. Per quanto riguarda i tifosi presenti nelle due partite del lunedì: a guardare Sampdoria-Milan al Marassi erano presenti in 6mila, mentre per Cagliari-Spezia erano sulle 5mila unità.