di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl
L’Italia, si sa, ama dividersi fra moderni guelfi e ghibellini, qualunque sia l’oggetto del contendere. Fa parte del nostro carattere nazionale e la cosa può anche avere risvolti positivi. Più spesso, però, uno scontro fra posizioni radicali, senza dialogo, senza confronto, senza capacità di ascolto, può generare più problemi che soluzioni. Vaccini e Green Pass, che sono due cose diverse, ricordiamolo, non fanno eccezione. A pochi giorni dall’introduzione del lasciapassare verde, l’Italia è più che mai divisa fra favorevoli e contrari e i ruoli si stanno ulteriormente esasperando. Ci sono gli entusiasti e coloro che, invece, dissentono con forza. Solitamente ci si divide in base all’appartenenza politica, ora, invece, con la pandemia ancora in corso, con soluzioni inedite a problemi altrettanto inediti, come quelli generati dal Covid, anche all’interno dei partiti, degli schieramenti – ed anche dei sindacati, si veda la difficile posizione di Landini, in difesa dei lavoratori non vaccinati, che si discosta dalla linea rigidamente filo Green Pass della sinistra – ci sono visioni differenti ed a volte antitetiche. Forse, per stemperare il clima, dato che nella già complessa situazione nella quale si trova il Paese di tutto c’è bisogno fuorché di ulteriori motivi di contrapposizione, servirebbe una comunicazione migliore per far comprendere alla cittadinanza la portata della campagna vaccinale messa in atto dal governo e per riuscire, più che ad obbligare, a convincere gli indecisi. Comunicazione migliore non significa necessariamente semplificata: gli italiani non hanno bisogno di slogan ripetuti a raffica, di testimonial e promoter, ma di notizie certe e documentate, illustrate da persone competenti e credibili. Per quanto riguarda i vaccini, dopo alcuni scivoloni degli scorsi mesi che di certo non hanno giovato alla causa, di conoscere meglio i dati sull’efficacia e la protezione offerta dai sieri, come sono stati individuati e testati, la loro sicurezza, eventuali accertamenti da fare in previsione dell’appuntamento vaccinale in caso di patologie preesistenti. Quali siano le categorie esentate, affinché gli altri possano vaccinarsi in modo più sereno. Dissipare, insomma, dubbi e paure su una popolazione che, non dimentichiamolo, è reduce da un anno e mezzo di sconvolgimenti della propria vita. Allo stesso modo occorrerebbero migliori informazioni anche sull’utilizzo del Green Pass, che si può ottenere sia col vaccino che con un tampone nell’arco delle 48 ore – evitando tentennamenti e indicazioni poco chiare come quelle offerte in merito ai controlli dal ministro Lamorgese e non solo – onde evitare ripercussioni negative non solo sulla salute pubblica, ma anche sull’economia. Per sconfiggere il virus certo è fondamentale il sistema sanitario, ma anche quello comunicativo ha un ruolo da non sottovalutare.