Livelli pre crisi entro la prima metà del prossimo anno

L’economia italiana ha velocemente imboccato un sentiero di espansione, favorito dal progredire della campagna vaccinale e dal graduale allentamento delle restrizioni alle attività. È quanto scrive l’Ufficio Parlamentare di Bilancio nell’ultima Nota sulla Congiuntura, pubblicata questa mattina, in cui ricorda che nel secondo trimestre l’Istat ha registrato una crescita del PIL del 2,7% in termini congiunturali e del 17,3% in termini tendenziali. Un risultato più elevato rispetto alla media dell’Eurozona e che ha permesso al nostro Paese di ridurre il gap con gli altri Paesi europei rispetto ai livelli precedenti la crisi pandemica. Secondo le previsioni dell’UPB, l’attività economica italiana dovrebbe continuare ad espandersi, sebbene con un rallentamento, «la cui entità dipenderà molto dalla recrudescenza pandemica in corso». In generale si stima comunque una crescita del Prodotto Interno Lordo del 5,8% a fine anno, con l’attività produttiva sostenuta prevalentemente dalla domanda interna. Per quanto riguarda invece il 2022, l’Ufficio Parlamentare di Bilancio prevede un rallentamento del PIL al +4,2%, «ma continuerebbe a essere sospinto dalle misure finanziate con il bilancio pubblico e con i fondi europei del Recovery Plan». «Sulla base di stime effettuate – si legge ancora nella Nota -, il pieno ed efficace utilizzo delle risorse NGEU innalzerebbe il PIL per circa due punti percentuali entro l’anno prossimo», con l’Italia che tornerebbe ai livelli pre crisi nell’arco della prima metà del 2022.