Il 6 luglio le federazioni di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno indetto uno sciopero nazionale del trasporto aereo per sensibilizzare il governo sulla drammatica crisi che ha colpito il settore. Alitalia, purtroppo, è il tassello principale di questa crisi, anche se non l’unico, in quanto non si può dimenticare Air Italy né sottovalutare l’atteggiamento tenuto dalle Compagnie low cost, in particolare sul versante del lavoro. L’articolo 6, in questo senso, prova a dare una risposta, introducendo alcune disposizioni per Alitalia. Il finanziamento a titolo oneroso previsto dall’articolo 1, comma 2, del decreto-legge 137/2019 deve essere restituito dalla amministrazione straordinaria di Alitalia – Società Aerea Italiana spa entro il 16 dicembre 2021; più tempo quindi rispetto alla previsione iniziale. Il comma 2 autorizza alla prosecuzione dell’attività di impresa, compresa la vendita di biglietti, in attesa della decisione della Commissione europea. Il comma 3 disciplina il trasferimento dei complessi aziendali di Alitalia – Società Aerea Italiana spa e Alitalia Cityliner spa a seguito della decisione della Commissione europea e in linea con il piano industriale valutato dalla Commissione stessa. I commissari provvedono alla modifica del programma, allineandolo alla decisione della Commissione europea. I commissari, in attesa della cessione dei complessi aziendali, possono procedere al pagamento degli oneri e dei costi funzionali alla prosecuzione dell’attività di impresa; sempre i commissari, per effetto del comma 7, ferma restando la disciplina in materia di rapporti di lavoro, sono autorizzati a sciogliere i contratti, anche di esecuzione continuativa o periodica, ancora ineseguiti o non interamente eseguiti. Successivamente alla cessione, l’attività dei commissari prosegue con finalità liquidatoria. Il comma 9 istituisce un fondo con una dotazione di 100 milioni di euro per il 2021 per il ristoro dei clienti che hanno acquistato biglietti non utilizzati causa Covid-19.