Assassinato in casa, morta anche la moglie

Il presidente di Haiti, Jovenel Moise, è stato assassinato. Un commando armato di mercenari, alcuni dei quali parlavano spagnolo, ha ucciso il presidente verso l’1 locale (le 7 in Italia) nella sua residenza privata di Port-au-Prince, ferendo gravemente la moglie, Lady Martine, dapprima ricoverata in ospedale e in seguito morta per le ferite riportate. Moise, 53 anni, era il 42esimo presidente di Haiti, eletto a novembre 2016 e in carica dal febbraio 2017. A riferire quanto accaduto il primo ministro uscente Claude Joseph, aggiungendo di avere assunto la guida del paese. Joseph ha perciò condannato quello che ha definito essere stato un «atto odioso, disumano e barbaro». Il premier, il quale ha convocato una riunione speciale del consiglio di sicurezza, ha poi invitato la popolazione a mantenere la calma. «La situazione nel paese – ha osservato – è sotto il controllo della polizia nazionale e delle forze armate haitiane». La situazione ad Haiti già da tempo poteva apparire sull’orlo di una guerra civile a causa dei metodi autoritari di Moise, il quale da tempo governava per decreto, ritenendo il suo mandato in scadenza il prossimo anno e non già concluso, come invece hanno sempre sostenuto i suoi oppositori. «Siamo pronti ad assistere in qualsiasi forma il popolo e il governo di Haiti», ha fatto sapere intanto la Casa Bianca, mentre la Repubblica Dominicana ha ordinato la «chiusura immediata» del confine con Haiti.