Pnrr: dal “via libera” si passa ai fatti

Dopo il “via libera” di ieri della Commissione Ue al PNRR italiano, una promozione a pieni voti che rappresenta, piaccia o non piaccia, un risultato molto importante in termini di credibilità del nostro Paese, oggi il dibattito alla Camera che si è aperto con l’intervento del presidente del Consiglio, Mario Draghi, in vista del Consiglio europeo, è proseguito con il dibattito e il voto delle risoluzioni della maggioranza. Nel pomeriggio le stesse comunicazioni del premier sono avvenute al Senato. Consiglio europeo che, a sua volta, deve dare il suo “via libera” e che «dovrebbe avvenire nel giro di 4 settimane», ha detto ieri la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen durante una conferenza stampa con Draghi, e poi l’Ue sarà pronta a erogare le prime risorse. Il premier ha rivendicato oggi alla Camera il risultato dell’Italia ma è stato molto chiaro e netto: «Il nostro è il programma più sostanzioso, per un importo pari a 191,5 miliardi di euro, a cui si aggiungono i 30 miliardi del fondo complementare. Il successo del programma Next Generation Eu dipende in larga parte da noi». «Oggi possiamo dirci ragionevolmente ottimisti per l’evoluzione della situazione europea. La campagna vaccinale ci sta permettendo di contenere in maniera efficace la pandemia. La ripresa economica procede rapida, e il programma Next Generation Eu ci fa guardare con fiducia a una stagione di riforme e investimenti. Tuttavia, permangono diverse sfide, a partire dalla gestione della migrazione, che dobbiamo affrontare con attenzione per venire incontro alle richieste dei nostri cittadini. L’Unione Europea è la sede giusta per risolvere questi problemi, ma è importante che i nostri partner comprendano l’urgenza di trovare soluzioni rapide e condivise. Il vostro sostegno è determinante per portare avanti gli interessi italiani in Europa». Poi il presidente del Consiglio, sempre alla Camera in sede di replica, ha osservato che «l’autunno sarà un banco di prova, anche per il Governo. Dobbiamo tenerci prontissimi ad affrontare eventuali emergenze sanitarie. Il contrasto alle varianti deve essere veloce ed efficiente».