Respinta al mittente la proposta del presidente del Consiglio, Mario Draghi, di scegliere un’altra sede a causa dell’aumento dei contagi

In attesa di conoscere tutte le squadre che parteciperanno agli ottavi di finale – oggi in programma ci sono Inghilterra-Repubblica Ceca e Croazia-Scozia, entrambe alle 21 –, è nato un piccolo caso. Ad aprirlo è stato il presidente del Consiglio, Mario Draghi: «Mi adopererò perché la finale» degli Europei non si giochi allo stadio Wembley, a Londra, «in un Paese dove i contagi stanno crescendo rapidamente», ha detto ieri il premier nel corso di una conferenza stampa congiunta con la cancelliera tedesca, Angela Merkel, a Berlino. Nel Regno Unito, dove una grossa fetta della popolazione è stata vaccinata contro il coronavirus, si sta registrando un aumento dei contagi – pochi sono i casi di infezione gravi e poche le vittime –, a causa della variante Delta. Nonostante questo la Uefa, l’organizzazione che governa il calcio europeo, non intende modificare il programma: «Non ci sono piani per cambiare la sede di quelle partite», ha spiegato in una nota, diffusa dopo le dichiarazioni di Draghi. Che non sono “piaciute” neanche al governo britannico, che in mattinata ha affidato la replica al ministro della Salute, Matt Hancock: «La finale si svolgerà a Wembley», ha assicurato. Al momento, dunque, la finale, in programma l’11 luglio, si giocherà a Wembley. Nello stesso stadio, dove gli Azzurri, fino a domani a Coverciano, disputeranno l’ottavo contro l’Austria, sabato, dalle 21.