Quasi la metà dei posti persi è a tempo indeterminato; decisiva la riqualificazione

Il settore del turismo, come noto, continua ad essere uno di quelli maggiormente colpiti dagli effetti negativi della pandemia da Covid-19. Le restrizioni imposte per contenere la diffusione del virus hanno provocato une enorme contrazione di posti di lavoro. Secondo l’ente bilaterale di settore, le giornate retribuite sono calate del 38% con una contrazione di posti di lavoro valutabile nel complesso intorno alle 350mila unità. La cosa molto preoccupante è che sono almeno 150mila le posizioni a tempo indeterminato che sono andate perse; ciò vuol dire che molti di questi posti non si ricreeranno neanche se si dovesse tornare alla normalità pre Covid-19. Più possibile il recupero delle 200mila posizioni stagionali, soprattutto se le condizioni generali permetteranno una maggiore mobilità fra le regioni e nell’accoglienza di turisti stranieri, fonte vitale soprattutto per le città d’arte, unitamente alle gite scolastiche. Il decreto Sostegni bis, appena approvato dal consiglio dei ministri, prevede un sussidio in favore del personale stagionale o a tempo determinato del settore del turismo, come chiesto dalle federazioni di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Diventa, però, decisiva anche la partita che si dovrà giocare sul versante della riqualificazione del settore per migliorare l’offerta e i servizi erogati ai turisti. Di ciò si parla diffusamente nel Piano nazionale di ripresa e resilienza.