INACCETTABILE

Luana, mamma a soli 22 anni, muore dentro l’ingranaggio dell’orditoio. In un’azienda tessile a Oste di Montemurlo, in provincia di Prato. Il 2 febbraio è accaduto a Sabri Jaballah, 23 anni, schiacciato da una pressa a Montale

Accade ogni giorno, ma oggi fa un po’ più male: Luana, giovane operaia pistoiese di soli 22 anni e mamma di una bambina di 5 anni, ieri è morta finendo dentro l’ingranaggio dell’orditoio, la macchina che permette di preparare la struttura verticale della tela che costituisce la trama del tessuto, di un’azienda tessile di Montemurlo. Secondo una prima ricostruzione, sarebbe rimasta impigliata nel rullo del macchinario a cui stava lavorando venendo poi trascinata. Tutto si è svolto mentre aveva accanto un collega, il quale però era girato di spalle e, solo quando si è voltato, si è accorto di quello che era successo, senza però aver mai udito grida di aiuto. Pur essendo scattato subito l’allarme ed essendo arrivati sul posto oltre ai vigili, anche carabinieri e sanitari, non c’è stato nulla da fare per salvarla. I tecnici della Asl Toscana centro hanno posto sotto sequestro sia il macchinario sia l’area circostante per realizzare le opportune verifiche dei dispositivi di sicurezza, mentre la magistratura ha disposto l’autopsia del corpo della ragazza. I sindacati Cgil, Cisl e Uil di Prato e Pistoia hanno ricordato che si tratta del secondo infortunio mortale in un’azienda tessile quest’anno. Il 2 febbraio era accaduto a Sabri Jaballah, 23 anni, che ha perso la vita schiacciato da una pressa a Montale. Sulle cause si stanno attendendo gli accertamenti della magistratura ma «ancor oggi si muore per le stesse ragioni e allo stesso modo di cinquant’anni fa»: E questo la dice lunga, quanto meno, in termini di cultura della sicurezza. Infatti l’Ugl con Paolo Capone, segretario generale, e Giuseppe Dominici, segretario regionale della Toscana, ritiene sia fondamentale «implementare le tutele e le garanzie per i lavoratori rafforzando i controlli, la formazione e la cultura della sicurezza soprattutto nei settori dove il rischio infortunio è maggiore».