SPECIALE 1° MAGGIO – Salute e assistenza

I tagli alla sanità hanno amplificato gli effetti del Covid-19 sulla popolazione più debole

La pandemia da Covid-19 ha evidenziato in maniera drammatica alcuni grandi limiti della nostra macchina organizzativa in materia di salute e assistenza territoriale. Le cose, però, raramente succedono per caso. Come ha ricordato l’Ugl nel suo lungo tour, negli ultimi dieci anni il bilancio della sanità è stato impoverito con tagli per un ammontare complessivo di 37 miliardi di euro. Nonostante ciò, in un difficilissimo contesto, il personale sanitario ha mostrato uno spirito di sacrificio al di fuori del comune che dovrebbe essere ora ripagato in termini di retribuzione e di gratificazione professionale. L’esperienza di questi mesi, però, evidenza anche la necessità di ripensare la medicina territoriale e assistenziale, con un nuovo modello che valorizzi l’attività dei medici di base e del territorio, fino ad arrivare ad un nuovo modo di intendere le residenze sanitarie assistenziali. Le Rsa sono da riqualificare in un quadro di più complessivo intervento sulla sanità in genere, sempre molto vicina al collasso. Sempre sul versante dell’assistenza, occorre arrivare alla definizione dei livelli essenziali delle prestazioni, valorizzando il welfare locale come strumento per la coesione sociale. Serve anche dare dignità al lavoro degli operatori sociali, così da contrastare il fenomeno dell’occupazione sottopagata o addirittura in nero. Negli ultimi decenni il Terzo settore ha dato prova di essere una delle risposte più efficaci alla mancanza dei servizi di welfare, soprattutto quando si è operato in maniera sinergica con altri attori sociali. Fondamentale per affrontare la crisi covid e post-covid sarà rafforzare questa sinergia e lavorare per l’adozione di accordi/contratti di comunità indirizzati alla realizzazione di sostenibili programmazioni territoriali. Guardare ai cittadini fragili, anziani, giovani, disabili, che, da una parte rappresentano i destinatari privilegiati dell’integrazione tra sociale e sanitario e, dall’altra, sono quelli che subiscono di più i tagli.