Cresce l’attesa per il primo provvedimento urgente del governo Draghi
Potrebbe trattarsi ormai di pochi giorni, come ha anticipato in una intervista il sottosegretario al ministero dell’economia Claudio Durigon; di certo, mettere insieme i vari tasselli si sta rivelando più complesso del preventivato, anche a causa delle mutate condizioni nella diffusione del Covid-19. Le bozze del decreto legge Sostegno – il nuovo nome dato agli interventi di ristoro delle aziende e dei dipendenti – circolate in questi giorni tracciano un quadro in via di realizzazione. Se, almeno al momento, non è chiaro ancora quale sarà la risposta sulla proroga del blocco dei licenziamenti, anche se alcune indiscrezioni portano al 30 giugno, su altri aspetti le misure sembrano già largamente definite. In primo luogo, gli ammortizzatori sociali con causale Covid-19: la prospettiva è di una proroga lunga tutto l’anno, magari con meccanismi selettivi di accesso e la contemporanea ripresentazione della decontribuzione in caso di non utilizzo della cassa integrazione. Ipotesi che, del resto, il ministro del lavoro, Andrea Orlando, aveva prospettato, pur senza scendere in particolari, a Cgil, Cisl, Uil e Ugl e alle altre parti sociali. Praticamente certo l’incremento di risorse del fondo per il reddito di cittadinanza; si parla, in questo caso, di un miliardo in più. Si ricorda, peraltro, che il fondo per il reddito di cittadinanza e quello per quota 100 sono strettamente collegati fra loro.