L’Italia blocca l’esportazione di vaccini, la Francia presto potrebbe fare lo stesso. Draghi ieri ha bloccato 250mila vaccini destinati all’Australia, una decisione assunta di concerto con l’Europa ed è il primo caso.
L’Italia è il primo Paese dell’Unione europeo ad aver rifiutato l’export delle dosi di vaccini anti Covid -19 AstraZeneca confezionate nello stabilimento di Anagni, da quando a fine gennaio la Commissione europea ha creato il meccanismo di notifica e autorizzazione per l’export di vaccini anti-Covid fuori dall’Unione. «Stiamo discutendo a stretto contatto con gli italiani per avere un approccio europeo in merito», ha detto il ministro francese della Salute, Olivier Veran, in un’intervista a Bfmtv, ed è molto probabile dunque che intenda seguire l’esempio italiano. D’altronde il blocco dell’export è una misura di controllo ad hoc attivata dopo che AstraZeneca, azienda farmaceutica britannico-svedese, aveva comunicato un taglio del 60% delle dosi destinate all’Ue nel primo trimestre 2021 rispetto a quanto pattuito nel contratto, senza però fare altrettanto con il Regno Unito. Dopo numerosi incontri non proprio cordiali tra il ceo Pascal Soriot e Bruxelles, la riduzione delle forniture è stata contenuta al 25%, ma sulle campagne vaccinali dei Paesi europei, soprattutto l’Italia, tale “riduzione contenuta” ha sempre il suo peso. L’Australia non si è dimostrata unanime nel commentare l’accaduto: se da una parte il portavoce del ministero della Salute australiano all’Afp ha minimizzato l’impatto della decisione dell’Italia, sostenendo che quel lotto non era stato preso in considerazione nella distribuzione delle prossime settimane; e se il primo ministro australiano Scott Morrison si è mostrato comprensivo per l’alto livello di ansia in Italia e in molti Paesi in tutta Europa per il ritmo delle morti e dei contagi, in ogni caso l’Australia ha chiesto alla Commissione Europea di riesaminare la decisione dell’Italia di bloccare una spedizione del vaccino Covid-19 di AstraZeneca. Ma la decisione sul blocco dell’export di 250mila dosi di AstraZeneca all’Australia è stata presa e l’Ue non sembra intenzionata a ripensarci, anzi: il portavoce della Commissione europea, Eric Mamer, ha detto che «le aziende che hanno siglato i contratti di preacquisto» con l’esecutivo europeo «devono fare il massimo» per rispettare gli impegni. Mamer ha sottolineato che la lista di Paesi verso cui l’Ue ha esportato «è bastanza imponente», l’Unione è «uno dei principali esportatori di vaccini» – 174 autorizzazioni verso 30 Paesi in un mese e 92 Paesi non rientrano nel controllo dell’export. Ma «è un fatto da valutare» se «un’azienda farmaceutica non rispetta gli impegni».