di Francesco Paolo Capone
Segretario Generale UGL

FondItalia, come raccontato anche dalle pagine de la Meta Sabato, fin dall’inizio dello stato di emergenza e successivamente con il primo drammatico lockdown, ha messo a disposizione delle imprese aderenti e dei loro dipendenti tutti gli strumenti necessari per affrontare la sfida probabilmente più difficile addirittura dal secondo dopoguerra. Perché, se è vero che anche negli anni ’70 e poi dopo fino ad arrivare alla doppia crisi del 2008 e del 2011 non sono mancati i momenti pesanti, è pur vero che mai come in questi mesi si è assistito ad un concatenarsi di fattori diversi, dalla sanità al lavoro. FondItalia ha compreso, da subito, la necessità di rinnovarsi, sempre naturalmente nel rispetto della normativa vigente che è molto stringente quando si tratta di amministrare denari che arrivano da una fonte pubblica, pure al netto di tutte le considerazioni espresse in passato sul loro corretto incasellamento. Ma, quest’ultima, è un’altra questione sulla quale magari si potrà tornare in futuro. Ciò che conta è che, appena è arrivato il via libera da parte dell’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, FondItalia ha aggiornato i propri protocolli, permettendo agli enti attuatori di poter svolgere attività formativa a distanza. Sono state così prodotte delle Linee guida, qui illustrate in maniera estesa, che permettono di gestire la cosiddetta Teleformazione, sia nella fase progettuale che in corso d’opera. Questo secondo punto è particolarmente importante, perché risponde direttamente alla esigenza di formare il personale dipendente nel rispetto della normativa sul distanziamento sociale in funzione di contenimento della diffusione del virus da Covid-19.