di Francesco Paolo Capone
Segretario Generale UGL

In attesa di conoscere il programma e i nomi della squadra di Draghi e di sapere soprattutto se otterrà la fiducia in Parlamento e da parte di quali forze politiche, abbiamo comunque apprezzato l’intenzione dell’ex presidente della Bce di confrontarsi con le parti sociali, intenzione manifestata sin da subito, nelle sue primissime dichiarazioni rese alla stampa non appena ricevuto – ed accettato con riserva – l’incarico da Mattarella. Ci auguriamo che, nello spirito di unità nazionale e di governo al di sopra delle parti che dovrebbe avere il nuovo Esecutivo, stando alle parole del Capo dello Stato, anche il confronto con le parti sociali sia inclusivo e coinvolga tutte le organizzazioni rappresentative di lavoratori e datori di lavoro. Da parte nostra, pur cambiando l’interlocutore, non cambiano le analisi e le proposte da sottoporre al Governo in carica. Analisi e proposte che evidentemente riteniamo giuste ed utili per lo sviluppo del Paese. Chiederemo – anche a Draghi se il suo progetto di governo dovesse decollare – di accelerare sulle riforme necessarie per vincere la battaglia contro la pandemia Covid-19 e superare la crisi economica più grave dal dopoguerra a oggi, rinnovando l’appello a fare presto e a recepire le istanze provenienti dal mondo del lavoro, delle piccole e medie imprese, e dall’intera società civile. Chiederemo di prorogare Quota 100 che ha favorito il turnover e l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, di introdurre la Flat tax riformando l’attuale sistema di tassazione al fine di ridurre un carico fiscale che ha raggiunto livelli record, erogando così maggiore liquidità alle imprese, e supportando in modo adeguato le attività produttive e le famiglie, rilanciando così sia la produzione che i consumi. Per far fronte all’aumento della povertà e del disagio sociale causati dalla pandemia, chiederemo di superare il sistema dei bonus e delle misure meramente assistenziali per concentrare, invece, le risorse sulle politiche attive che rimettano in moto il mercato del lavoro attraverso incentivi, taglio del cuneo fiscale e ingenti finanziamenti a fondo perduto alle imprese. Chiederemo una seria lotta alla burocrazia all’insegna della semplificazione, per sbloccare le 744 opere ferme a causa degli innumerevoli adempimenti amministrativi, in una prospettiva di crescita e sviluppo. Chiederemo che le risorse del Recovery Plan siano investite in politiche infrastrutturali e occupazionali a sostegno dell’economia reale e della crescita. In un quadro orientato non a tamponare con misure spot le criticità presenti, rincorrendo – senza mai raggiungerle – le problematiche vecchie e nuove del sistema, come a nostro avviso è stato fatto finora, anche durante la pandemia, ma a dar vita ad un complessivo progetto di sviluppo economico e sociale per ridare speranza al Paese. Per fare questo, l’Italia avrebbe bisogno di un governo mosso da una visione di lungo periodo fondata su alcuni punti programmatici precisi e imprescindibili. Ci auguriamo di trovare presto un interlocutore – Draghi o chi per lui – che intenda assumersi un simile compito, difficile, ma necessario per garantire un futuro di benessere al nostro Paese.