Draghi accetta da Mattarella l’incarico di formare il nuovo Governo. Con riserva. Come primi atti il colloquio con i presidenti di Camera e Senato. Al momento una solida maggioranza ancora non si vede
Oggi è il giorno di Mario Draghi: «Con grande rispetto mi rivolgerò innanzitutto al Parlamento, espressione della volontà popolare. Sono fiducioso che dal confronto con i partiti e i gruppi parlamentari e dal dialogo con le forze sociali emerga unità e, con essa, la capacità di dare una risposta responsabile e positiva all’appello del presidente della Repubblica». Queste le parole dell’ex presidente della Bce, dopo un’ora e mezza di colloquio per ricevere dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella, l’incarico di formare un nuovo esecutivo, accettato con riserva, dopo il fallimento dell’esplorazione per ricomporre la maggioranza affidata al presidente della Camera, Roberto Fico. Sergio Mattarella ieri ha bocciato il ricorso a nuove elezioni, spiegando che il «lungo periodo di campagna elettorale e la conseguente attività di Governo», “non nel pieno esercizio delle proprie funzioni”, «coinciderebbe con un momento cruciale per le sorti dell’Italia». Contrasto alla pandemia, campagna di vaccinazione e Recovery Plan sono i temi più urgenti evidenziati dal Colle ieri e ripercorsi oggi da Draghi nel suo essenziale discorso: «Vincere la pandemia, completare la campagna vaccinale, offrire risposte ai problemi quotidiani dei cittadini, rilanciare il Paese, sono le sfide che ci confrontano». L’ipotesi Conte ter era apparsa decisamente compromessa già nella mattinata di ieri, quando al tavolo istituito dal presidente della Camera le diverse posizioni continuavano ad apparire inconciliabili. La rottura definitiva, ieri su Twitter, nelle parole di Matteo Renzi: «Bonafede, Mes, Scuola, Arcuri, vaccini, Alta Velocità, Anpal, reddito di cittadinanza. Prendiamo atto dei Niet dei colleghi della ex maggioranza». In rotta di collisione, sostanzialmente Iv e il M5s. Ma anche i Dem non hanno mandato giù il naufragio delle trattative, tanto che, subito dopo le dichiarazioni di Draghi, Zingaretti ha deciso di «non perdere la forza e le potenzialità di un’alleanza con il M5s e con Leu», escludendo (per il momento) Italia Viva. Ma sarà difficile riannodare anche i fili con il M5s: Beppe Grillo avrebbe indicato di restare compatti e leali a Giuseppe Conte attraverso il “no” a un governo tecnico guidato da Mario Draghi. Anche Leu non ha mostrato grande entusiasmo per l’ex governatore della Bce e lo stesso Movimento viene descritto «in rotta di collisione». Dal centro destra con la Lega «senza pregiudiziali» che prima però vuole ascoltare il programma di Draghi, con Fratelli d’Italia deciso sempre a chiedere a nuove elezioni, si attendono parole esplicite dal leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, che potrebbe essere più favorevole ad appoggiare il governo tecnico guidato da Mario Draghi. In queste ora una maggioranza ancora non c’è.