di Francesco Paolo Capone
Segretario Generale UGL

Da oggi la Confederazione ha una nuova casa. Con un pizzico di nostalgia, ma senza alcun rimpianto, l’Ugl ha infatti lasciato la sede confederale di Via delle Botteghe Oscure per trasferirsi in Via Nomentana, sempre, naturalmente, nella Capitale. Il centro nevralgico del nostro sindacato ha trovato, quindi, una nuova “base”. Abbiamo salutato con affetto il vecchio edificio, nel quale abbiamo trascorso gli ultimi sette anni e dove sono accaduti fatti significativi per la nostra sigla. Il sindacato ha, in quel lasso di tempo, attraversato una fase di profondo cambiamento, una rivoluzione interna, segnata anche da episodi difficili, ma che ci ha portato, alla fine, ad una vera e propria rinascita. L’Ugl ha intrapreso, infatti, già da qualche tempo un nuovo e più entusiasmante tratto di strada, nell’ambito del lungo tragitto iniziato dall’allora Cisnal nel 1950, e questo trasloco ne è un ulteriore coronamento. Un viaggio in avanti, in direzione futuro, sempre verso la meta della nostra azione sindacale, la giustizia sociale. Punto fermo, stella polare da cui trae il nome anche il nostro giornale. La rivoluzione avvenuta nell’Ugl è stata triplice, ha coinvolto di pari passo la nostra linea di politica sindacale, la gestione organizzativa delle nostre attività interne ed esterne ed infine la comunicazione del sindacato. Una ri-voluzione in senso strettamente semantico, come cambiamento, ma anche come ritorno alle origini. Perché improntata su una riscoperta dei nostri ideali e principi fondanti, nati nel solco del sindacalismo nazionale, riattualizzati nell’attuale contesto economico e sociale. Un cambiamento volto ad offrire ai nostri lavoratori associati una gestione della macchina organizzativa e di quella comunicativa più efficienti e dinamiche, per essere maggiormente incisivi nel mondo del lavoro e nella società. Un nuovo inizio che ha restituito all’Unione Generale del Lavoro un futuro certo, una credibilità ed un’autorevolezza riconosciuti da tutti i nostri interlocutori, siano essi lavoratori, datoriali o concorrenti. Il tutto mosso dalla ferma volontà di consegnare ai sindacalisti nazionali che opereranno nella Ugl del futuro delle basi solide sulle quali poter sempre contare e dalle quali poter partire verso ulteriori traguardi. All’interno di questo disegno si situa anche la scelta di offrire ai nostri dirigenti sindacali, ai nostri iscritti, ai simpatizzanti ed a tutti i lavoratori una nuova sede confederale, più adatta alle nostre esigenze pratiche e logistiche, ma anche simbolo, persino dal punto di vista estetico, del percorso intrapreso. Una nuova “roccaforte”, un solido e stabile punto fermo, dallo stile antico, ma tecnologicamente ed operativamente all’avanguardia, sempre al centro della vita civile e comunitaria della nostra Nazione, come vogliamo essere, e come siamo, tutti noi dell’Ugl.