di Francesco Paolo Capone
Segretario Generale UGL

Per la prima volta le nuove tecnologie saranno protagoniste anche durante l’antico rito costituzionale delle consultazioni. Da stasera inizieranno i colloqui fra il Presidente della Repubblica Mattarella e le varie delegazioni parlamentari, nel tentativo di venire a capo, con un nuovo governo o con lo scioglimento anticipato delle Camere, della crisi di governo che si è appena consumata. I colloqui, per garantire maggiore sicurezza contro i contagi da Covid, saranno trasmessi in diretta sul canale Youtube e sul sito internet della Presidenza della Repubblica. Una novità assoluta. Un dettaglio, forse, ma carico di significati. I primi a chiedere lo streaming e quindi più trasparenza nelle riunioni partitiche o istituzionali furono gli allora “anti-casta” esponenti del Movimento Cinque Stelle, quelli che volevano aprire il Palazzo come una scatoletta di tonno. Poi le cose andarono come sappiamo e oggi ci troviamo a parlare di gruppi di “europeisti responsabili”, o cambia casacca che dir si voglia, nell’attesa di sapere se ne saranno trovati abbastanza per sostenere il governo di coloro che un tempo dicevano di non volersi alleare con nessuno, chiedevano l’introduzione del vincolo di mandato e sembravano voler scardinare la visione antisociale dell’Unione europea. Una parabola politica singolare. Come la “rivoluzione” grillina, anche lo streaming quirinalizio non andrà fino in fondo. Lo streaming ci sarà, ma sarà solo parziale. Alla fine continueranno a prevalere, a torto o a ragione, nella crisi come nelle consultazioni, nella forma, ma soprattutto nella sostanza – cambiare tutto perché nulla cambi – le prassi della “vecchia politica”. Le consultazioni non saranno trasmesse, infatti, per intero: i colloqui tra i leader di partito e il Presidente resteranno, come ai tempi della Prima Repubblica, rigorosamente riservati. Ai cittadini non resterà che ascoltare le dichiarazioni pubbliche dei rappresentanti politici, con l’unica differenza di non dover aspettare le trasmissioni dei vari canali televisivi All News. Lo streaming, in sintesi, servirà solo a causa della necessità, imposta dal Covid, di limitare il numero dei giornalisti ammessi in presenza nella sala stampa del Quirinale. I rappresentanti dei media che potranno essere presenti e fare domande ai politici saranno, quindi, meno del solito, mentre alle telecamere sarà impedito l’accesso, con le immagini distribuite direttamente da fotografi ed operatori ufficiali. I giornalisti in presenza saranno scelti mediante sorteggio. Non si tratta solo di una nota di colore, ma di un esempio carico di significato che illustra la realtà – certamente sanitaria, ma, anche e forse di più, culturale e politica – nella quale stiamo vivendo. Una realtà di isolamento e contatti virtuali. Che, in questo caso, ma non solo, non sembra sortire l’effetto decantato da molti agiografi del web, non avvicina le persone, non le rende affatto tutte uguali nello slogan “uno vale uno” eliminando i difetti delle vecchie e consolidate prassi politiche e comunicative. Anzi, alla lunga, produce il risultato opposto: un maggiore controllo dall’alto e una maggiore distanza fra i comuni cittadini e le varie “stanze dei bottoni”.