Indennità per pochi


Parte la sperimentazione della Iscro, ma vale solo per gli iscritti esclusivi alla Gestione separata

Anticipando un poco i tempi, rispetto anche alle previsioni emerse nel corso degli incontri da remoto che le parti sociali hanno avuto con la ministra del lavoro, Nunzia Catalfo, in legge di bilancio è stata istituita in via sperimentale per il triennio 2021-2023 l’indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa (Iscro), che è erogata direttamente dall’Inps, su domanda, agli iscritti esclusivamente alla Gestione separata, esercitanti abituale professione di lavoro autonomo. Attenzione, non possono beneficiare di questa indennità i già pensionati, gli assicurati ad altre forme previdenziali obbligatorie e i percettori di reddito di cittadinanza, con il vincolo ulteriore che tali requisiti devono persistere nel corso della fruizione. Molto stringenti i vincoli per poter presentare la domanda di accesso all’indennità. Infatti, il reddito di lavoro autonomo nell’anno precedente alla domanda deve essere inferiore del 50% alla media dei redditi dei tre anni precedenti; inoltre, nell’anno precedente alla domanda, il reddito dichiarato non deve essere superiore a 8.145 euro, con rivalutazione annuale. Il richiedente deve essere in regola con il versamento dei contributi ed avere una partita Iva attiva da almeno quattro anni. Insomma, un vero e proprio percorso ad ostacoli che deve essere definito per via telematica entro il 31 ottobre di ciascun anno. L’ammontare dell’indennità è pari al 25%, su base semestrale, dell’ultimo reddito certificato dall’Agenzia delle entrate, ed è comunque compreso fra 250 e 800 euro mensili, rivalutabili annualmente. Fra le cose da sapere il fatto che la prestazione possa essere richiesta una sola volta nel triennio, che la cessazione della partita Iva comporta lo stop all’erogazione e il recupero di quanto versato e che l’indennità non concorre alla formazione del reddito. A copertura della Iscro è previsto un incremento delle aliquote contributive dello 0,26% nel 2021 e dello 0,51% nel 2022 e 2023. Sono previsti percorsi di aggiornamento professionale.