Governo, Salvini: «Litigano e rinviano le decisioni»


Conte assicura che il Consiglio dei ministri di domani approverà il Recovery Plan

«Mi auguro che» il governo «non vada avanti, naturalmente, non per il bene della Lega ma per quello dell’Italia». Così il leader della Lega, Matteo Salvini, che in un’intervista a Libero attacca nuovamente l’esecutivo: «In questo anno e mezzo non hanno combinato nulla». «È un continuo trascinarsi, litigare e rinviare senza decidere», ha aggiunto. Difficile dare torto al leader leghista, che indica nelle elezioni o in «un governo di centrodestra che nasca in Parlamento» le uniche due vie praticabili: le cronache quotidiane riferiscono di un governo sul punto di collassare, di una crisi “congelata”. A rimetterci è il Paese, nel pieno di un’emergenza sanitaria che, dicono gli esperti, è alla vigilia di una nuova ondata di contagi. Che l’Italia non possa permettersi questo lusso, non sfugge neanche ai protagonisti di questa storia: «Dobbiamo correre», ammette il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, parlando al Tg3 alla vigilia del Consiglio dei ministri che dovrà «approvare il Recovery Plan» che tanto ha fatto litigare la maggioranza. «Lavoriamo per costruire, il momento è così difficile che dobbiamo mettercela tutta per offrire risposte ai cittadini», ha aggiunto il premier. Seppure d’accordo sulla necessità di imprimere un’accelerazione all’azione di governo – «Se qualcuno mi dice “facciamo veloci”, io dico “corri, presenti questo Recovery e usiamolo ma in cose utili» –, il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, chiede al presidente del Consiglio di passare dalle parole ai fatti: «Non mi interessa se Conte va al Quirinale o non va al Quirinale, ma che tirino fuori questo benedetto documento perché finora sono solo chiacchiere», dice l’ex premier a RTL 102.5. Crisi di governo risolta o soltanto rinviata, dunque? A spiegare quali saranno le prossime mosse di Italia Viva, ago della bilancia nei fragili equilibri della maggioranza, è sempre Renzi: «Quando arriverà lo valuteremo, se non siamo d’accordo diciamo “amici come prima, noi le nostre poltrone ve le ridiamo”».